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Archive for the ‘Ricordo’ Category

Magazzino 18

febbraio 10, 2018 Lascia un commento

 

Oggi l’Italia vive il «Giorno del Ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delel vicende del confine orientale come è stato stabilito dalla Legge n° 92 emanata il 30 Marzo 2004.

Qui un articolo dal sito di “Focus” che parla dei massacri delle foibe.

Quest’anno voglio parlarvi di qualcosa che forse non conoscete, ovvero del “Magazzino 18” che si trova al Porto Vecchio di Trieste.

““Luogo della memoria” particolarmente toccante. Racconta di una pagina dolorosissima della storia d’Italia, di una vicenda complessa e mai abbastanza conosciuta del nostro Novecento. Ed è ancor più straziante perché affida questa “memoria” non a un imponente monumento o a una documentazione impressionante, ma a tante piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità.

Una sedia, accatastata assieme a molte altre, porta un nome, una sigla, un numero e la scritta “Servizio Esodo”. Simile la catalogazione per un armadio, e poi materassi, letti, stoviglie, fotografie, poveri giocattoli, altri oggetti, altri numeri, altri nomi… Oggetti comuni che accompagnano lo scorrere di tante vite: uno scorrere improvvisamente interrotto dalla Storia, dall’esodo.

Con il trattato di pace del 1947 l’Italia perdette vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e quasi 350 mila persone scelsero – davanti a una situazione intricata e irta di lacerazioni – di lasciare le loro terre natali destinate ad essere jugoslave e proseguire la loro esistenza in Italia. Non è facile riuscire davvero a immaginare quale fosse il loro stato d’animo, con quale sofferenza intere famiglie impacchettarono tutte le loro poche cose e si lasciarono alle spalle le loro città, le case, le radici. Davanti a loro difficoltà, povertà, insicurezza, e spesso sospetto.

Simone Cristicchi è rimasto colpito da questa scarsamente frequentata pagina della nostra storia ed ha deciso di ripercorrerla in un testo che prende il titolo proprio da quel luogo nel Porto Vecchio di Trieste, dove gli esuli – senza casa e spesso prossimi ad affrontare lunghi periodi in campo profughi o estenuanti viaggi verso lontane mete nel mondo – lasciavano le loro proprietà, in attesa di poterne in futuro rientrare in possesso: il Magazzino 18”. (Fonte: www.simonecristicchi.it)

Il cantautore/scrittore romano Simone Cristicchi ha scritto il libro “Magazziino 18” dal quale ha tratto uno spettacolo teatrale davvero emozionante e illuminante. Se potete guardate lo spettacolo o, almeno, leggete il libro.

Purtroppo parlare di foibe oggi in Italia è difficile, se non impossibile, perché l’Italia è un paese in cui fare i conti col passato è davvero cosa molto dura.

Dobbiamo comunque farlo perché non possiamo permettere che la memoria di queste persone e di quelle che è successo svanisca nel nulla.

 

Magazzino 18: quello che resta degli esuli italiani

Istria. Perchè l’Anpi scorda gli antifascisti massacrati dai comunisti?

Le foibe della memoria

L’esodo giuliano-dalmata: “Volevano farci perdere l’identità italiana”

Quei rastrellamenti partigiani rimasti nascosti per 75 anni

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Categorie:Foibe, Ricordo

Oriana Fallaci, #Cassandra inascoltata

settembre 28, 2017 Lascia un commento

 

Il 15 Settembre di 11 anni fa moriva Oriana Fallaci: reporter, scrittrice, giornalista, Cassandra. Mito.

I primi libri di Oriana Fallaci che ho letto sono stati “La Rabbia e l’Orgoglio”, “La Forza della Ragione” e “ORIANA FALALCI intervista sé – L’Apocalisse” e mi sono subito innamorata di lei. Del suo coraggio, della sua onestà e della sua meravigliosa capacità di scrittrice.

Ho continuato a leggere altre sue opere, tra cui “Lettera ad un bambino mai nato” ed “Un Uomo”, libri che consiglio a tutti voi.

Aveva visto giusto riguardo il tema “Islam ed Occidente” ma, come la Cassandra del mito, non è stata ascoltata.

A volte penso: “Quanto mi manca Oriana! Quanto mi mancano le sue invettive e le sue analisi sempre così puntali”.

Alla luce dell’attentato compiuto nell’insediamento di Har-Dar (Israele) che ha visto la morte di tre israeliani, Solomon Gavriyah (20), Youssef Ottman (25) e Or Arish (25), vi lascio con questo video in cui Maria Rosaria Omaggio, che ha interpretato Oriana Fallaci nel film “Walesa – Uomo della Speranza” di Andrzej Wajda, interpreta il testo “Sull’Antisemitismo”, che Oriana Fallaci scrisse per Panorama nell’aprile 2002, quale chiusura del Festival Internazionale della cultura ebraica del 2013.

 

 

Categorie:Oriana Fallaci, Ricordo

G.K. Chesterton, il principe del paradosso

giugno 14, 2017 2 commenti

 

La grande marcia della distruzione mentale proseguirà. Tutto verrà negato. Tutto diventerà un credo. È un atteggiamento ragionevole negare l’esistenza delle pietre sulla strada; sarà un dogma religioso affermarla. È una tesi razionale pensare di vivere tutti in un sogno; sarà un esempio di saggezza mistica affermare che siamo tutti svegli. Accenderemo fuochi per testimoniare che due più due fa quattro. Sguaineremo spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Non ci resterà quindi che difendere non solo le incredibili virtù e saggezze della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile: questo immenso, impossibile universo che ci guarda dritto negli occhi. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Saremo tra coloro che hanno visto eppure hanno credutoG.K. Chesterton, 1905

 

81 anni fa oggi ci lasciava G. K. Chesterton, scrittore, poeta, filosofo, giornalista, drammaturgo, oratore, teologo laico, saggista, biografo e critico letterario d’arte.  Scrisse 80 libri, centinaia di poemi, circa 200 short stories, 4000 saggi e alcune opere teatrali.

Si definì un cristiano ortodosso. Nel 1922 si convertì dall’Anglicanesimo al Cattolicesimo.

Verso la fine della vita, Papa Pio XII lo investì cavaliere Comandante con la Stella dell’Ordine Papalke di San Gregorio Magno.

Chesterton è ricordato, tra l’altro,  come il papà del prete investigore Padre Brown e come uno dei promotori del Distributismo, via di mezzo tra il Socialismo e il Capitalismo.

 

Vi lascio il link del il blog della Società Chestertoniana Italiana: G. K. Chesterton – Il blog dell’Uomo Vivo, dove potrete trovare un sacco di posts interessanti su Chesterton e sul suo operato. Salva

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Categorie:Chesterton, Quotes, Ricordo

Ricordare seriamente!

gennaio 27, 2017 Lascia un commento

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Oggi, ricorre la Giornata Internazionale del Ricordo dell’Olocausto. In questo giorno di 72 anni, venne liberato il campo di concentramento di Auschwitz.

Ogni anno sentiamo ripetere da più parti la frase “Mai più”, un monito più che giusto che, però, mi sembra abbia perso il suo valore e la sua forza.

Questo non solo perché altri genocidi sono stati commessi in questi 72 anni, ma anche perché moltissimi di quelli che ricordano l’Olocausto mostrano la loro vena anti israeliana.

E per me è inutile ricordare gli ebrei morti se si denigrano quelli vivi e il loro stato!

L’antisionismo è una nuova forma di anti semitismo che va combattutto con estrema forza, senza se e senza ma!

 

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Categorie:Israele, Olocausto, Ricordo

La dittatura europea

marzo 15, 2016 Lascia un commento

“L’Europa in cui siamo costretti a vivere è un’Europa profondamente comunista, livellata verso il basso, che impedisce lo sviluppo delle singole nazioni” (Ida Magli, da La Padania, 20 febbraio 2001)

 

 

Il 21 Febbraio è morta a Roma Ida Magli, filosofa e antropologa, che ha scritto numerosi tra i quali “Difendere l’Italia”, “Dopo l’Occidente”, “Gesù di Nazaret”.

Di suo ho letto “La dittatura europea”, libro che consiglio caldamente. Tesi di fondo del testo è che l’unificazione europea sia stata un’idea del tutto contraria alla ragione, alla storia e ai popoli che l’hanno soltanto subita.

Questo progetto è stato portato avanti apertamente, alla luce del sole,  per creare un unico grande stato, cancellando i confin e le varie culture e storie nazionali. Ci si è concentrati solo sull’aspetto economico-monetario, tralasciando gli aspetti culturali, socialie di politica estera e di difesa. Il modo in cui è stata costruita è per me il suo punto debole maggiore che la porterà al disgregamento che è solo questione di tempo.

Personalmente, non mi sento affatto una cittadina europea e non mi riconosco in un’istituzione senz’anima!

Categorie:Libri, Ricordo

Con Israele ieri, oggi e sempre

gennaio 27, 2016 Lascia un commento

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Oggi ricorre la Giornata Internazionale del Ricordo della Shoa.

Anche’io con questo mio piccolo scritto voglio unirmi nel ricordo degli Ebrei morti per mano dei nazisti 70 anni fa.

Purtroppo ho come l’impressione che questo “fare memoria” non sia servito a molto se pensiamo ai genocidi già avvenuti in Rwanda o Darfur, o a quello che sta accadendo in Medio Oriente, eppure non possiamo smettere di ricordare.

Per onorare i morti che sono morti anche a causa dell’apatia e della paura di molti.

Vi chiederete perché quest’anno ci sia una kippah come immagine del post. Ebbene ve lo spiego subito.

Il Foglio ha lanciato un appello: indossiamo tutti la kippah per mostrae la nostra solidarietà alla componente ebraica europea che sempre di più teme per la propria incolumità. Francia, Germania, Inghilterra, paesi nordici …. gli ebrei sempre più numerosi emigrano in Israele e quelli che restano hanno paura di indossare la kippah per paura di essere riconosciuti e aggrediti, come è già purtroppo successo.

Io non la posso indossare fisicamente allora la metto qui come piccolo gesto di vicinanza e solidarietà verso un popolo che nonostante le innumerevoli persecuzioni continua a prosperare e ad arricchire il mondo con le sue invenzioni, scoperte e opere d’arte.

Voci e adesioni dai lettori sulla kippah in edicola con il Foglio

Appello ai sindaci di Italia: il 27 gennaio tutti con la kippah

Perché metterò la kippah a Venezia

L’occidente non si deve nascondere. Appello per una giornata della kippah

PM Netanyahu’s greeting on the occasion of International Holocaust Remembrance Day

Categorie:Israele, Ricordo

Foibe: non esistono morti di serie A e morti di serie B!

febbraio 10, 2015 Lascia un commento

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Dal sito della Croce Rossa Italiana:

Il 10 febbraio, giornata del ricordo delle vittime delle foibe

Dopo la “Giornata della memoria” per le vittime della Shoah, il 10 febbraio in tutta Italia si celebra il “Giorno del ricordo” per non dimenticare i cinquemila italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia tra il 1943 e il 1945. Uccisi dai partigiani comunisti di Tito solo perché erano italiani: una “pulizia” politica ed etnica in piena regola, mascherata come azione di guerra o vendetta contro i fascisti. In realtà nelle cavità carsiche chiamate foibe vennero gettati ancora vivi, l’uno legato all’altro col fil di ferro, uomini, donne, anziani e bambini che in quel periodo di grande confusione bellica si erano ritrovati in balìa dei partigiani comunisti jugoslavi.

Il “Giorno del ricordo” non è solo dedicato alle vittime delle foibe, ma anche alla grande tragedia dei profughi giuliani: 350 mila costretti all’esodo, a lasciare case e ogni bene per fuggire con ogni mezzo in Italia dove furono malamente accolti. In gran parte finirono nei campi profughi e ci rimasero per anni. Uno di questi campi fu organizzato anche a Fertilia. Per mezzo secolo sulle stragi delle foibe e sull’esodo dei giuliani si è steso un pesante silenzio.

Nel 1996 è stato un politico di sinistra, Luciano Violante, all’epoca presidente della Camera a infrangere il muro del silenzio e a invitare a una rilettura storica degli avvenimenti. Appello ripreso sul fronte opposto dal leader della destra Gianfranco Fini e poi dal presidente della Repubblica Ciampi. Ed è stato un altro ex comunista, il capo dello Stato Giorgio Napolitano, a firmare la legge con cui nel 2004 il Parlamento istituiva una giornata commemorativa per le vittime dei titini, allo stesso modo delle celebrazioni per l’Olocausto degli ebrei.

Perché il 10 Febbraio? È una data simbolica che si riferisce al 1947 quando entrò in vigore il trattato di pace con cui le province di Pola, Fiume, Zara, parte delle zone di Gorizia e di Trieste, passarono alla Jugoslavia.

Le stragi avvennero all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943 quando si scatenò l’offensiva dei partigiani comunisti contro nazisti e fascisti. Nel mezzo furono colpiti indiscriminatamente tutti gli italiani. Ma il massacro più vasto fu messo in atto a guerra finita, nel maggio del 1945, per costringere gli italiani a fuggire dalle province istriane, dalmate e della Venezia Giulia. Secondo le fonti più accreditate le vittime furono almeno 5000, ma diversi storici parlano di diecimila e più“.

Quello che è successo è una pagina buia della storia del nostro paese che ancora divide gli animi. Spero con tutto il cuore che un giorno si possa arrivare ad una memoria realmente condivisa!

Prima di lasciarvi mi permetto di suggerirvi il libro “L’ isola che non c’è. Il mio esodo dall’Istria” scritto da Nino Benvenuti e Mauro Grimaldi.

Categorie:Foibe, Ricordo
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