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Martiri, testimoni coraggiosi della Fede


 

 

Fin da piccolo, quando in casa si parlava dei Ss. Martiri, lo si faceva certo con grande rispetto, ma anche con affetto come si parla di persone di famiglia, quasi di parenti prossimi. Ricordo che un tempo quando si entrava in Cattedrale non si usciva senza passare prima a salutare i Ss. Martiri ci dicevano: “Nden a saludà i santi Martiri e a disi na preghiera che i ne aiuti e che i ne stia sempre visin aa nostra fameia e a tutti quanti”. Poi, e questa era la cosa che da piccoli più ci interessava, si accendeva una candelina e il bello era che la monetina si buttava direttamente dentro al sacello dei Martiri, ed era bello sentire il tintinnio della monetina sul pavimento di marmo.

Per curiosità mi sforzavo di vedere cosa c’era dentro all’urna dei Martiri che sta sotto il pavimento, ma non era facile scorgere le ossa che miracolosamente avevano trasudato quell’acqua miracolosa ben raffigurata nella tela sopra l’altare. Ricordo ancora che da grandicello, quando ero chierichetto, più volte mi era capitato di servir messa a qualche prete di passaggio che chiedeva di celebrare la santa messa sull’altare dei Martiri.

Mi viene ora da fare una riflessione e mi chiedo c’è anche nuove generazioni l’affetto e la devozione verso i Ss. Martiri come un tempo? E chiedo ai nonni in particolare di voler trasmettere quello spirito di famigliarità e di vicinanza verso questi nostri concittadini che hanno saputo dare la propria vita per testimoniare la loro fede nel Signore e in fedeltà al vangelo di Gesù.

Il 17 febbraio 2018 la cappella dei Ss. Martiri è divenuto santuario diocesano della Testimonianza e ora una targa che sarà benedetta dal Vescovo lunedì 17 febbraio indicherà anche dall’esterno della Cattedrale la cappella dei Martiri come santuario diocesano. Sarebbe un po’ triste che visitatori e pellegrini vengano a pregare nel santuario dei Martiri e noi concordiesi ce ne dimenticassimo e trascurassimo la devozione che dal lontano 304, anno del loro martirio, è stata trasmessa fino a noi.

I tempi che stiamo vivendo ci ricordano poi, da una parte, come nel mondo oggi tanti sono ancora i cristiani che subiscono persecuzioni e ancora la chiesa cattolica deve annoverare martiri che ai nostri giorni subiscono il martirio di sangue, ma anche il martirio della emarginazione sociale, dell’esclusione dalla vita attiva e vengono sempre più messi ai bordi delle società oppure costretti a emigrare per scappare da territori che furono i primi ad accogliere il cristianesimo fin dal suo inizio.

Dall’altra parte, i Martiri Concordiesi, ricordano a noi cristiani di oggi la forza e il coraggio della testimonianza cristiana in un tempo in cui sempre più si spopolano le nostre chiese e la vita cristiana fa fatica ad essere proposta di un modo bello e gioioso di vivere.

La preghiera di intercessione ai Santi Martiri possa risuonare ancora forte e allegra sull’aria del glorioso inno ai Martiri che dice: “L’inno al presente secolo risuoni ancor così come suonò sul Lemene nel vostro ultimo dì…”.

 

Santi Martiri di Concordia, voi che avete, sull’esempio e nella sequela di Cristo, testimoniato con il dono della vita la fede in Lui, aiutateci perché anche noi possiamo essere testimoni non solo credenti ma anche credibili della bellezza e della gioia del Vangelo in mezzo al mondo di oggi.

don Natale, parrocco dell’Unità Pastorale di Concordia, teson e Sidnacale

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