Home > Pentecoste > Pentecoste: il Natale della Chiesa

Pentecoste: il Natale della Chiesa


Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua” dagli  Atti degli apostoli, capitolo 2, vv. 1 -12

È una delle solennità più importanti e centrali della nostra fede; anzi, mi spingo quasi a dire  che – insieme alla Pasqua, con la quale forma un unico mistero, perché ne è il compimento – si tratta della solennità centrale, focale, del nostro essere cristiani; e non solo perché si colloca quasi esattamente al centro dell?Anno Liturgico, ma perché rappresenta il cuore del mistero della nostra fede, quello che dà significato al nostro credere, ossia la testimonianza. È il momento della Chiesa, è il Natale della Chiesa, un momento senza il quale di Natale di Cristo, il mistero dell’Incarnazione, non diverrebbe storia della nostra storia; un momento senza il quale la pasqua di Cristo non diverebbe annuncio, non sarebbe “Vangelo”, buona notizia per tutti!


 

Gli Atti degli apostoli raccontano la Pentecoste con i colori dei simboli: il primo è la casa. Mentre si trovavano tutti insieme… un vento riempì la casa. Un gruppo di uomini e donne dentro una casa qualunque: «la gioia che nessun tempio / ti contiene / o nessuna chiesa / t’incatena: / Cristo sparpagliato / per tutta la terra, / Dio vestito di umanità». (Turoldo).

Le case, le creature non sono sante eprché ricevono l’acqua benedetta, ma sono degne di ricevere l’acqua benedetta perché sono sante. Venne dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, che scuote la casa, la riempie, dilaga e passa oltre; un vento che porta pollini di primavera e «non lascia dormire la polvere» (Turoldo). Che è, al tempo stesso, brezza e uragano, che conforta e incalza.

«Lo Spirito Santo è il vento che fa nascere i cercatori d’oro» (Vannucci), che apre respiri ed orizzonti, che riempie le forme, le abbandona e passa oltre. Apparvero lingue come di fuoco che si posarono su ciascuno. Il fuoco è il simbolo di Dio e della nostra vita accesa.

Gli uomini, i bambini, nascono accesi, poi i colpi della via possono spegnerci. E lo Spirito Santo, ventyo sugli abissi, Amore ogni amore, viene a sostenerci nel compito di non lasciarci invadere dal freddo delle relazioni, il rischio che Gesù Denuncia «L’amore di molti si raffredderà in quei giorni» (Mt 24,12). Nel vangelo Gesù sembra ritrarsi e aprire l’era dello Spirito: molte cose ho ancora dirvi. Lo fa con umiltà: non pretende di aver risolto o detto tutto, molte cose restano non dette, molti problemi nuovi sorgeranno lungo il cammino e dovranno avere rispsote nuove! Ma per ora non potete portarne il peso: la sua pazienza per la nostra povera misura, per noi che capiamo a poco a poco le cose. I discepoli sono “quelli della via”, secondo gli Atti degli apostoli; quelli che sono in viaggio, vele che fremono sotto il vento dello Spirito “lui vi guiderà ala verità tutta intera“. I discepoli di Gesù non sono stanziali, camminano vero le “molte cose” ancora da scoprire, verso profondità e intuizioni inattese. La nostra vita è un albeggiare continuo, non un ripetere pensieri già pensati da altri.

La Bibbia risuna da un capo all’altro di un imperativo: alzati e va’! Il verbo più caratteristico dell’uomo di Dio è camminare, avanzare, Gesù stesso dice di sé: Io sono la vita. La sua pedagogia non è arrivare o concludere ma avviare percorsi, iniziare processi: la verità completa è avanti, una scoperta progressiva, un fiorire perenne.

Lo Spirito ci fa liberi e creativi, ci manda al largo nel mare della storia e di Dio, a scoprire nuovi mari quanto più si naviga: noi la vela e lo Spirito il vento.

Ermes Ronchi

dal foglietto settimanale della mia parrocchia, “Canta e cammina”

Categorie:Pentecoste
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: