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“Venite in disparte e riposatevi un poco”


Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. Ed egli disse loro: “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un pò”. Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero.  Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose” dal vangerlo secondo Marco, capitolo 6, vv. 30-34

 

 

Questo brano del vangelo lo riascolteremo spesso quest’anno, perché è stato scelto come brano-guida per tutto l’anno pastorale 2015-’16. Non è, come sembra un brano estivo, che consacra in qualche modo le ferie. Per chi può è cosa buona e giusta trovare del tempo per riposare. Ma è un invito molto forte di Gesù per tutto il periodo dell’anno, per tutta la nostra vita. Prima di fare qualsiasi cosa, stiamo insieme con il Signore, ascoltiamolo. Solo dopo, andiamo incontro al mondo. All’origine di questa chiamata al riposo c’è la missione. Non è un tempo che si può saltare. E, attenzione, stare con il Signore non vuol dire recitare qualche preghiera in più, significa lasciare che Lui ci parli. Pregare non è solo dire preghiere, anche se le preghiere sono importanti. Impariamo a stare con Lui, impareremo la misericordia.

 


 

Geù vide una grande folla ed ebbe compassione di loro. Gesù vide: lo sguardo di Gesù va a cogliere la stanchezza, gli smarrimenti, la fatica di vivere. E si commuove. Perché per Lui guardare e amare sono la stessa cosa. Quando anche tu impari la compassione, quando ritrovi la capacità di commuoverti, il mondo si innesta nella tua anima. Se ancora c’è chi si commuove per l’uomo, questo mondo può ancora sperare.

Gesù aveva mostrato una tenerezza come di madre anche nei confronti dei suoi discepoli. C’era tanta gente che non avevano neanche i ltempo di mangiare. E lui: andiamo via, e riposatevi un po’. C’è tanto da fare in Israele, tanto da annunciare e guarire, eppure Gesù, invece di buttare i suoi discepoli dentro la fornace del mondo, dentro il frullatore dell’apostolato, li porta via con sé. C’è u ntempo per agire e un tempo per ritemprare le forze e ritrovare i motivi del fare.. Se vuoi fare bene tutte le cose, ogni tanto smetti di farle (Sant’Ambrogio). stacca e riposati. Un sano atto di umiltà: non siamo eroi, le nostre vite sono delicate, fragili, le nostre energie sono limitate. Gesù vuole bene ai suoi discepoli, non li vuole spremere e sfruttare per uno scopo fosse pure superiore, li vuole felici come tutti gli altri: riposatevi. E come loro io non devo sentirmi in colpa se qualche volta ho bisogno, e tanto, di riposo e di attenzioni.

Venite in disparte con me, per un po’ di tempo tutto per noi. Un tempo per stare con Dio e imparare i lcuore di Dio. E poi dopo ritornare nella grande folla, ma portando con sé un santuario di bellezza e di forza che solo Dio può accendere. Cosa c’è di più creativo che riscoprire le grandi stelle polari che guidano il viaggio dell’uomo?

Ma qualcosa cambia i programmi del gruppo: sbarcando, Gesù vide molta folla ed ebbe compassione di loro. Gesù è preso fra due commozioni contrapposte: la stanchezza degli amici e lo smarrimento della folla. E si mise a insegnare loro molte cose. Gesù cambia i suoi programmi, ma non quelli dei suoi amici. Rinuncia al suo riposo, non al loro: E ciò che offre è la compassione, il provare dolore per il dolore dell’altro; il moto del cuore, che ti porta fuori da te.

Gesù sa che nell’uomo non è il dolore che annulla la speranza, neppure il morire, ma l’essere senza conforto nel giorno del dolore. Ed è questo che Gesù insegna ai dodici. Insegna per prima cosa “come guardare”. Prima ancora di come parlare, di che cosa fare, insegna uno sguardo che abbia commozione e tenerezza. Poi, le parole verranno e sapranno di cielo.

Ermes Ronchi da Avvenire 16 Luglio 2015

dal foglietto settimanale della mia parrocchia, “Canta e cammina”

Categorie:Bibbia
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