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Cristo è risorto per noi! Alleluia!


 

«Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: “Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro?”. Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande. Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”.» dal vangelo secondo Marco, capitolo 16, vv. 1-7

 

Se Maria di Magdala si fosse recata al sepolcro un giorno rpima, avremmo celebrato la Pasqua un giorno prima. Scrive Giovanni nel capitolo 20: “Il primo giorno della settimana”, letteralmente nel primo dopo il Sabato”, “Maria di Magdala si recò al sepolcro”. Perché Maria di Magdala non si è recata al sepolcro subito dopo la sepoltura di Gesù, ma ha atteso il primo giorno dopo il Sabato? Perché è ancora condizionata dall’osservanza della legge, il riposo del Sabato. E quindi l’osservanza della legge ha impedito di sperimentare subito la potenza della vita che c’era in Gesù, una vita capace di superare la morte. L’evangelista, attraverso questa indicazione, vuole segnalare ai suoi lettori che l’osservanza della legeg ritarda l’esperienza della nuova creazione che viene inaugurata da Gesù.

 


 

La comunità, rappresentata da Maria di Magdala, ancora è condizionata dall’osservanza della legge. Questo ritarda l’esperienza della risurrezione. “Si reca al sepolcro di mattino quando era ancora buio. Le tenebre sono immagine dell’incomprensione della comunità che ancora non ha compreso Gesù che si è definito “luce del mondo”, il suo messaggio, la sua verità.

E vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro“. Ebbene la prima reazione di Maria di Magdala è correre da Simon Pietro e dall’altro discepolo. Gesù aveva detto: “Viene l’ora in cui vi disperderete ciascuno per conto suo”. Ebbene l’evangelista attribuisce a questa donna, Maria di Magdala, il ruolo del pastore che raduna le pecore che si erano disperse. E annuncia loro “Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto”. Non parla di un corpo, ma parla del Signore, quindi c’è già l’allusione che è vivo questo Gesù. Ebbene cosa fanno Pietro e l’altro discepolo? “Si recano al sepolcro”. L’unico posto dove non dovevano andare.

Nel vangelo di Luca sarà espresso molto chiaramente dagli uomini che frenano le donne che vanno al sepolcro, “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” Pietro e l’altro discepolo vanno in cerca del Signore nell’unico posoto dove lui non c’è, cioè nel luogo della morte.

Entrambi i discepoli corrono, giunge prima il discepolo amato, quello che ha l’esperienza dell’amore di Gesù. Pietro, che ha rifiutato di farsi lavare i piedi e quindi non ha voluto accettare l’amore che Gesù ha espresso nel servizio, arriva più tardi. Ma l’altro discepolo si ferma e permette che sia Pietro ad entrare. Perché? È importante che i ldiscepolo che ha tradito Gesù e per il quale la morte è la fine di tutto – e questo era il motivo del tradimento – faccia per primo l’esperienza della vita. E poi entra anche l’altro discepolo. “Vide e credete“.

Ma il monito fondamentale dell’evangelista, “non avevano compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti“. La preoccupazione di Giovanni è che si possa credere alal risurrezione di Gesù solo ovedendo i segni della sua vittoria sulla morte. No! La risurrezione di Gesù non è un privilegio concesso a qualche personaggio duemila anni fa, ma una possibilità per tutti i credenti. Come? Lo dice l’evangelista. “Non avevano compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti“. Non si crede che Gesù è risorto perché c’è un sepolcro vuoto, ma soltanto se lo si incontra vivo e vivificante nella propria vita.

dal foglietto settimanale della mia parrocchia, “Canta e cammina”

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