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Pratica di Mare culturale oltre che militare


Fonte: Il Mattinale

ImmagineL’Isis è come un virus, è peggio dell’ebola, contagia e uccide rapidamente, su vasta scala. Quello che il terrorismo islamico riesce a diffondere è orrore, violenza, distruzione, morte.

In nome della religione, in nome di principi morali, spirituali e culturali strumentalizzati per coinvolgere e plagiare masse, ignare di interessi economici e sete di potere nascosti dietro così efferate azioni.

Ecco da dove passa l’avanzata dell’Isis, da strumentalizzazioni e plagio, da una capacità comunicativa esponenziale e una portata mediatica imponente. Attenzione a non sottovalutarle.

La nostra battaglia non può essere solo militare, deve essere anche culturale.

Il nichilismo occidentale, questo superamento del senso dell’êthos che ha guidato e dominato la nostra storia da sempre, sta sconquassando coscienze e inibendo animi.

Obama sbaglia quando definisce l’impegno contro lo Stato Islamico una battaglia contro “questa ideologia nichilista”. La questione è da ribaltare. O comunque da elaborare.

Non sono loro i nichilisti, o se proprio così vogliamo analizzarli dobbiamo parlare di ‘nichilismo incompleto’ (Nietzsche lo definisce come la distruzione dei vecchi valori, e l’elaborazione di nuovi valori in termini fideistici-metafisici).

Anzi, vincono proprio perché danno risposte di senso a chi è in cerca di qualcosa in cui credere. Propongono un’organizzazione che attira e coinvolge con valori, fornisce un’ideologia (per quanto barbara, efficace), regala certezze a chi, nella povertà, non ha più nulla da perdere, è radicale, violenta e per questo affascinante.

Il fanatismo religioso proposto è in realtà una concezione valoriale determinata, strutturata, elaborata, che fornisce sicurezza, ed un modello di mondo futuro in antitesi all’attuale, tale da giustificare i sacrifici e le rinunce del presente.

La nostra società, appiattita su stessa, privata del suo êthos, manca di senso di appartenenza e quindi di forza combattiva.

Ritroviamola, ritroviamoci. Abbiamo la necessità di costruire un orizzonte di senso, un sistema di regole e ideali capaci di risvegliare in noi quei sentimenti di coesione e unità nazionale e internazionale per sconfiggere il nemico comune, che incombe non solo sulle nostre città, ma sulle nostre coscienze.

Una nuova Pratica di Mare, insomma, non solo militare questa volta, anche culturale.

Categorie:Articoli
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