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#Padre e #madre? Sì, grazie!


Fonte: Rivista Associazione Tradizione Famiglia Proprietà

Intervista con la dott.ssa Loredana Benvenga, psicologa e psicoterapeuta

Padre e Madre sono indispensabili per il normale sviluppo del bambino

Sono proprio necessarie le due figure di genitori per il normale sviluppo del bambino? Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa Loredana Benvenga. Psicologa psicoterapeuta, ha diretto per dieci anni la prestigiosa rivista internazionale di psicologia “L’immaginale”.

 

Dal punto di vista psicologico, è proprio necessario che i bambini abbiano due genitori di diverso sesso per il loro normale sviluppo?

Il normale sviluppo psicologico di un bambino è l’esito di un lungo percorso evolutivo che comincia con la nascita e che abbraccia una molteplicità di fattori a lui interni ed esterni. È indubbio che tra questi la presenza di due genitori vicini ed amorevoli costituisca la radice del futuro assetto psichico, quella  fiducia di base che costituisce la piattaforma di un  buon equilibrio e diventa poi un modello organizzativo.

Ora, il rapporto con i genitori esterni contribuisce nel tempo ad attivare le immagini corrispondenti interne presenti in ognuno di noi, per dirla con Jung con gli Archetipi del Maschile e del Femminile che, come già detto, sono presenti come predisposizione innata connessi ai modelli del maschile e del femminile. Si evince pertanto che il confronto con la diversità non sia  un dato effimero ma una necessità per la costituzione di un buon assetto psichico regolatore del reale.

Esistono differenze psicologiche nei bambini fra maschio e femmina? Qual’è il ruolo rispettivo del padre e della madre sull’uno e sull’altra?

Il bambino maschio che si confronta col padre, ad esempio, cercherà nella figura esterna del genitore  il corrispettivo dell’immagine maschile interna che lo abita e che dovrà evolvere. Tale sviluppo sarà l’esito di un incessante interscambio tra mondo reale e mondo interno dinamicamente interconnessi. Il genitore, in questo senso, diviene guida e modello di riferimento con la sua figura, l’identità, il ruolo, le caratteristiche psicologiche e fisiche. Il tutto con uguale valenza ed importanza, fino a costituire e a plasmare il modo in cui il bambino vivrà le sue future relazioni affettive. Lo stesso vale, naturalmente, per la bambina nel rapporto con la madre.

Nelle coppie omosessuali, è possibile che uno dei due assuma un ruolo più da mamma e l’altro più da papà?

Nella famiglia omosessuale, se ci sono due papà, per quanto uno dei due possa essere “più materno”, comunque rimane un uomo e quindi il riferimento del bambino sarà un riferimento di tipo maschile, non potrà mai essere femminile, per quanto questo maschile sia incline al materno. Lo stesso vale per una coppia formata da due donne, che incarnano il femminile all’esterno e quindi il bambino vede due donne, non potendo vedere altro, se altro non c’è. Per quanto una possa essere mascolina nella sue caratteristiche psicologiche, rimane comunque di sesso femminile.

Mancano studi specifici sulle conseguenze per un bambino di una infanzia vissuta con una coppia omosessuale?

Questo problema è nuovo e non ci sono ancora studi concludenti. Possiamo però essere sicuri su quello che è lo sviluppo psichico con le rassicurazioni del maschile e del femminile, quindi siamo sicuri che lo sviluppo psichico del bambino è equilibrato nel momento in cui ha una dialettica tra immagine paterna e materna, sia all’interno che all’esterno. Io penso che questo sia fondamentale per un corretto sviluppo psichico del bambino e penso che dobbiamo rispettare il diritto dei bambini di avere uno sviluppo psichico equilibrato.

Cosa pensa della teoria del gender?

Com’è noto la teoria del gender intende il sesso non più come un dato originario della natura che l’uomo deve accetttare e riempire di senso personale, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente. L’uomo decide che la propria natura non gli è data, ma è lui stesso a crearsela. C’è da dire che gli studi di genere non costituiscono un campo di sapere a sé stante, ma una modalità di interpretazione che ha avuto molteplici influenze culturali. Il dire che, prima di essere uomini o donne, siamo tutti esseri umani, banalizza secondo me la straordinaria ricchezza della diversità che ci è data, annullando il meraviglioso gioco di complementarità e di interdipendenza tra uomo e donna.

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