Home > Articoli, Matrimonio, Omosessualità, Tradizione Famiglia Proprietà > Estonia: il coraggio di un piccolo paese

Estonia: il coraggio di un piccolo paese


Fonte: Rivista Associazione Tradizione Famiglia Proprietà

Estonia, un piccolo paese baltico con 1,2 milioni di abitanti, dei quali solo 4.500 cattolici. Eppure, hanno reagito contro il “matrimonio” omosessuale Intervistiamo il prof. Varro Vooglaid, presidente della Fondazione estone per la Difesa della Tradizione e della Famiglia

TFP: Prof. Vooglaid, qual è la situazione in Estonia riguardo al cosiddetto “matrimonio” omosessuale?

Varro Vooglaid: Finora non esiste in Estonia una legge che permetta l’unione fra persone dello stesso sesso. Nel 2010, una Legge della Famiglia definiva il matrimonio come l’unione fra un uomo e una donna, ed esautorava le unioni fra persone dello stesso sesso come “nulle e vuote”. Questo, ovviamente, ha sollevato l’ira delle lobby LGBT (lesbica, gay, bisessuale, transessuale). Il 23 maggio 2011 il Cancelliere della Giustizia ha chiesto al Ministro della Giustizia di presentare una proposta di unioni civili, che consentirebbe il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso, a pretesto che l’assenza di tali unioni lederebbe la Costituzione perché discriminerebbe alcuni cittadini. Da allora il dibattito è andato scaldandosi sempre di più.

In questa situazione, abbiamo deciso di intervenire con una vasta campagna pubblica di raccolta di firme. In concreto, abbiamo organizzato un “mailing”, che ha raggiunto 580 mila focolari, cioè la quasi totalità della popolazione. Si chiedeva ai cittadini di firmare una petizione alle autorità competenti affinché non fosse introdotta la legge di unioni civili ma, bensì, fosse mantenuta la clausola della Legge della Famiglia che definisce il matrimonio come l’unione fra un uomo e una donna.

TFP: Una campagna proporzionalmente enorme!

Varro Vooglaid: In effetti, la nostra petizione è la più grande della storia del nostro paese, un evento storico nella politica dell’Estonia. Le lobby LGBT erano abituate a essere l’unica voce in capitolo, ma adesso siamo riusciti a cambiare sostanzialmente le regole del gioco, abbiamo cambiato l’equilibro delle forze in campo. Per la prima volta gli omosessualisti hanno trovato chi gli si opponesse, e hanno reagito in modo anche violento. Per non parlare degli insulti e delle calunnie, ci hanno ripetutamente segnalato alla Polizia che, ovviamente, non ha trovato niente di scorretto.

Abbiamo raccolto poco più di 38 mila firme. Si tratta per lo più di una “maggioranza silenziosa”, cioè di persone che normalmente non si manifestano in politica, e alle quali abbiamo dato voce. A maggio, abbiamo consegnato le firme in Parlamento dove, con tanto di TV al seguito, siamo stati ricevuti dalla presidente del Parlamento Ene Ergma. Anche se non sembrava molto d’accordo con le nostre idee, lei ha dovuto riconoscere la validità della nostra campagna e ha promesso di trasmettere la petizione al Governo.

Per continuare a leggere clicca qui.

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: