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Per la vita e la famiglia, senza compromessi


Fonte: Corriere del Sud Lunedì 10 Marzo 2014 14:02 – Scritto da Giuseppe Brienza

 

Ieri sera, dopo una lunga e dolorosa malattia, è morto il giornalista e bioeticista Mario Palmaro (1968-2014), collaboratore di tante testate cattoliche (come il Timone, che ha fondato con Gianpaolo Barra) e non (su tutte il Foglio di Giuliano Ferrara), nonché filosofo del diritto di fama nazionale, docente per molti anni nel Pontificio Ateneo Regina Apostolorum ed all’Università Europea di Roma.

Oltre che studioso Palmaro è stato anche attivo uomo d’azione, militante innanzitutto del movimento pro life italiano, dapprima con il Movimento per la vita e, dal 2004, in contrasto con la leadership compromissoria di Carlo Casini, con il Comitato Verità e Vita, da lui fondato assieme a Giuseppe Garrone ed altri a seguito dell’approvazione della legge 40/2004 sulla fecondazione artificiale, del quale è stato per dieci anni (fino a ieri) presidente nazionale.

Uomo infaticabile e non disposto a scendere a compromessi, si è sempre battuto con forza in difesa di quello che Madre Teresa di Calcutta ha definito il «più povero dei poveri», cioè il bambino concepito e non ancora nato e, quindi, contro la manipolazione della vita umana ed ogni tentativo, più o meno celato, di eutanasia.

Lasciando a soli 45 anni la moglie Anna Maria  ed i quattro figli, Giacomo, Giuseppe, Giovanna e Benedetto, ne vogliamo qui ricordare l’impegno per la famiglia che, Giovanni Paolo II, ci ha giustamente insegnato a considerare il primo “Santuario della vita” (Enciclica Centesimus annus, n. 39). Una delle sue ultime conferenze, in effetti, tenuta lo scorso 23 ottobre al «Cafè teologico» di Verona, è stata proprio sul tema La famiglia è superata? (il video può vedersi qui) e, dal saggio che può considerarsi il suo scritto più bello ed interessante, uscito nella collana de “I Quaderni del Timone”, riprendiamo un passaggio per dedicarlo alla sua famiglia che, in questi momenti, è salita con Mario sul calvario  della sofferenza: «Quando gli sposi possono contare sulla preghiera, affidandosi giorno per giorno completamente, come dei bambini nelle braccia della madre, a Dio, allora tutto diventa non più facile – nulla è veramente “facile” nella vita – ma sicuro» (Mario Palmaro, Matrimonio e famiglia, Milano 2004, p. 55).

Palmaro era anche un estimatore del “Corriere del sud” ed, a chi scrive, che aveva proposto ed ottenuto di pubblicare la sua ottima lettera pubblica (v. pag. 2 del n. 4 del 15 maggio 2013) inviata con la Newsletter del Comitato Verità e Vita del 10 maggio 2013 nell’anniversario della “legge” sull’aborto (s’intitolava Giulio Andreotti e la legge 194 del 1978,) così scriveva in una mail che conserverò per sempre: «Carissimo Giuseppe, ma devo proprio farti i complimenti! Mi pare di capire che questo Corriere del Sud è una delle ultime enclavi della verità. Bravo per tutto quello che fai, e grazie per la tua simpatia e amicizia. Con riconoscenza. Mario».

Solo la preghiera a quel Dio della Vita che, per  lui, i familiari, estimatori ed amici hanno a lungo implorato dopo la notizia del suo tremendo tumore, può dare senso alla perdita e al dolore per la morte di Mario Palmaro. Nella luce della Pasqua, però, il suo esempio ed insegnamento, ci spinge con fiducia ad intensificare la “Buona Battaglia” del Vangelo.

  1. maggio 19, 2014 alle 11:29

    Grazie! Preghiere.

    [Il programma sulla bioetica su Radio Maria, volevo ricordare anche quello…. come per Alessandro Gnocchi per andare lì e condurlo non aveva diritto ad alcun pagamento. Opinione personale su come è andata: il direttore e il presidente di quella radio non hanno alcun valore. Personalmente, ho tolto l’abbonamento a newsletter eccetera e smesso di mandare ogni tanto soldi in busta, e quella radio mai più ascoltai: due e ore e licenziati (come si licenzia un volontario?), quei due programmi erano nella tra i 5 più seguiti, splendidi… Io non sono purtroppo come Mario, sono acido. Prego per migliorare e saper perdonare]

  2. maggio 20, 2014 alle 13:07

    Quello che è successo con Radio Maria un po’ dispiace anche a me.

    Comunque mi rifarò leggendo i suoi libri e anche quelli di Gnocchi e magari recuperando alcune delle loro trasmissioni su Radio Maria.

    Come ti scrissi su Facebook, è vissuto per soli 46 anni, se non sbaglio, ma sono stati 46 ben spesi!

    Ringraziamo Dio per la sua vita e per quello che ci ha lasciato.

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