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Gesù è Signore della vita


Lazzaro, amico di Gesù, si ammala. Gesù viene informato e afferma che quella malattia farà risplendere la gloria di Dio.

Qualche giorno dopo arriva a Betania e incontra le sorelle di Lazzaro che lo piangono ormai morto da quattro giorni. Anche lui scoppia in pianto, profondamente commosso, manifestando la sua piena umanità e partecipazione al nostro dolore.

Poi si fa accompagnare alla tomba e, prima di compiere il prodigio, alza gli occhi al cielo e ringrazia il Padre. Subito dopo grida: Lazzaro, vieni fuori. E la sua Parola crea la nuova esistenza, proprio come la parola della creazione.

Ridona la vita fisica come un segno dell’ultimo giorno in cui richiamerà tutti quelli che stanno chiusi nei sepolcri. Lui possiede la vita e la dona. Il suo amore per noi ha vinto la morte, proprio quella morte che ci fa così piccoli e impotenti.


 

Lazzaro passa dalla morte alla vita grazie alle lacrime e all’amicizia di Gesù. Il suo amore per l’amico si rivela più forte della morte. È venuto per strappare alla morte il suo sfacciato potere. È l’amico che viene a liberare dal sepolcro ogni amico.

Mi commuove il pianto di Dio: mi ama fino alle lacrime e viene a cercarmi nell’oscurità del mio sepolcro, della paura, della disperazione. Anche se mi trova con la puzza insopportabile, tutto fasciato, immobile.

Davvero Dio è amico dell’uomo e più in basso non poteva andare a cercarlo per restituirlo alla vita e alla sua dignità.


 

Mi sento chiamato per nome: Lazzaro, vieni fuori! – A me, a tutti Lui continua a ripetere: Vieni fuori! Ci chiama per nome perché ciascuno di noi ha il suo piccolo carcere dove si trova isolato, al buio, spento nelle relazioni.

Dio ci ha fatti perché respiriamo in grande, beviamo la luce del sole, ci muoviamo con disinvoltura anche nelle difficoltà, superando ostacoli. Non ci ha fatti per la paralisi spirituale, ma per essere vivi nell’amore.

Vieni fuori: soprattutto dal tuo egoismo, dalla pietra che ti schiaccia come peccato di indifferenza nei confronti di Dio e dei fratelli, come vita priva di slancio e di interesse.

dal foglietto settimanale della mia parrocchia, “Canta e cammina”

 

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