Home > Articoli, Morte > La nuova rupe tarpea

La nuova rupe tarpea


“Uccidere un bimbo non è reato”. I filosofi blasonati che giustificano l’infanticidio. Intanto in Europa si eliminano i neonati disabili

Nel 1977 l’allora chirurgo generale degli Stati Uniti, C. Everett Koop, scomparso tre settimane fa e salutato dalla stampa liberal come il grande pioniere della sanità americana, tenne un discorso che fece scalpore al parterre dell’American Academy of Pediatrics, intitolato “The slide to Auschwitz”. “L’infanticidio è messo in pratica e sono preoccupato perché non c’è protesta”, disse il medico-ministro. “Sono preoccupato perché quando i primi 273 mila tedeschi, anziani, disabili e ritardati furono uccisi nelle camere a gas non ci fu protesta neppure allora da parte della professione medica e non fummo molto lontani da Auschwitz”. Sono trascorsi trentasei anni da quello storico j’accuse di Koop e l’infanticidio, l’eutanasia dei bambini, o come viene chiamato da altri più eufemisticamente “aborto post nascita”, è diventato mainstream. Il “rottweiler di Darwin”, il professor Richard Dawkins, l’autore di “The God Delusion”, ha appena dichiarato che i feti, i bambini non nati, sono “meno umani” di un maiale adulto. “Riguardo a cosa sia ‘umano’ e alla moralità dell’aborto, ogni feto è meno umano di un maiale adulto”. Dawkins ha così giustificato l’uccisione di neonati disabili: “Moralmente non vedo obiezione, sarei a favore dell’infanticidio”. Della stesso avviso il professor Steven Pinker, docente ad Harvard, appena arrivato in Italia col suo libro “Il declino della violenza” (Rizzoli), per il quale i nuovi nati non sono ancora “persone”.

Le nuove teorie sull’infanticidio, moderna versione della Rupe Tarpea, si formano nel Centro per la bioetica fondato da Peter Singer presso la Monash University di Melbourne. “Se paragoniamo un nuovo nato deficiente a un cane o a un maiale, scopriremo che il non umano ha capacità superiori”, ha scandito il professor Singer, che per questo è stato soprannominato “il filosofo della soluzione finale”. “Pensare che la vita di un neonato abbia uno speciale valore perché è piccolo e grazioso è come pensare che un cucciolo di foca, con la sua soffice pelliccia bianca e i suoi occhioni tondi, meriti più protezione di un gorilla”. Nel 1997 Singer fu invitato a tenere una conferenza sull’eutanasia in Svezia. Il cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal si rifiutò d’incontrarlo perché, disse, “è inaccettabile un professore di morale che giustifica l’uccisione di nuovi nati handicappati”. George Pell, arcivescovo di Melbourne, dove Singer insegnava prima di atterrare nel celebre campus di Princeton nel Massachusetts, gli ha dichiarato guerra, chiamandolo “il ministro della propaganda di Erode”. Per il New York Times la sua popolarità a Princeton è simile a quella di Albert Einstein negli anni Quaranta all’Institute for Advanced Studies. Il New Yorker, in una celebre gigantografia, lo ha definito il filosofo più influente al mondo. È vero, perché non c’è teoria filosofica che abbia scatenato più clamore di quella di Singer negli ultimi vent’anni. La sua assunzione da parte dell’Università di Princeton, la più conservatrice tra le otto prestigiose università della Ivy League, ha scatenato un chiasso mediatico non inferiore al mancato ingaggio del teorico dell’amore libero, Bertrand Russell. Il Wall Street Journal ha paragonato l’assunzione di Singer a quella del nazista Martin Bormann, accusando l’ateneo di aver “gettato in mare la concezione della dignità umana che da due millenni caratterizza la civiltà occidentale”. Vegetariano, evoluzionista di sinistra, militante socialdemocratico, paladino degli animalisti che devolve parte del suo stipendio in beneficenza, Singer ha fondato le teorie sull’eutanasia infantile in vigore oggi in Europa: “Ci sono molti esseri che sono consapevoli e capaci di provare piacere e dolore ma che non sono razionali e quindi non sono delle persone”, ha scritto il famoso bioeticista. “Molti animali non-umani rientrano in questa categoria, alcuni infanti e altri deficienti mentali. Dato che gli infanti sono indifesi e moralmente incapaci di commettere un crimine, chi li uccide non ha le scusanti spesso concesse per l’uccisione di un adulto. Niente di tutto ciò mostra comunque che l’uccisione di un bambino dovrebbe ritenersi grave quanto quella di un adulto”. È nata anche una Princeton Students Against Infanticide.

Per continuare a leggere clicca qui.

Categorie:Articoli, Morte
  1. aprile 13, 2014 alle 04:06

    http://www.dottnet.it/Articolo.aspx?idArticolo=14165
    Spero sia accessibile: I gran c.. sostengono che

    “se confermato il legame tra il trattamento e il decesso – sarebbe la prima vittima in Italia della cosiddetta pillola dell’aborto.”
    Cioè sostengono il falso tranquillamente… la prima vittima, la prima? ma se solo al policlinico e al Monaldi, in pochi anni, ci furono una dozzina di morti non sospette ma certamente collegate alla sua assunzione. Ed è solo quello che trapelò

    E poi:

    “PILLOLA RU486, ECCO COME AGISCE: Può essere somministrata entro la settima settimana di gravidanza. A base di mifepristone, è in grado di interrompere la gravidanza già iniziata con l’attecchimento dell’ovulo fecondato. L’aborto farmacologico tramite Ru486 prevede l’assunzione di due farmaci: la Ru486 appunto (che interrompe lo sviluppo della gravidanza) in abbinamento a una prostaglandina che provoca le contrazioni uterine e l’espulsione dei tessuti embrionali.” Non è così che funziona, non è vero, controllate in biblioteca su un libro di ginecologia. E comunque: a quell’età MAI!
    Può essere somministrata: okay è vero, ma dopo aver controllato attentamente che non sia stata assunta prima, l’anno precedente ad esempio, dalla ragazza: si fa una lunga anamnesi, si pretendono degli esami, sia usano tecniche cognitive per tentare di capire se la donna (di solito spinta dall’uomo… che fanno anche entrare ed è vietato!) sostiene il falso. E che è una mentina. Orribile. Infine, la morte è rara ma qualche tip di dismenorrea è certa, l’infertilità piuttosto probabile.

    P.S. chiedo scusa per la lunghezza e forse per la poca chiarezza, l’ho scritto velocemente, perché ce la faremo: e pensare che sono solo soldi, che schifo i soldi

  2. aprile 13, 2014 alle 16:46

    Dovrei fare il login per leggere l’articolo per intero, comunque basta fare una ricerca internet sulla “Ru486” e si può trovare un sacco di pagine dove viene denunciata la pericolosità di questa pillola assassina.

    Anche perché la donna italiana non è la prima che muore a causa di questo veleno nel mondo. I numeri, senz’altro, sono molto più altri di quelli che dicono.

    E’ una questione di soldi, solo questo purtroppo come lo è anche per l’aborto chirurgico!

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: