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Contempliamo il bambino Gesù


Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro“. Dal Vangelo secondo Luca, capitolo 2, vv 15-20

PROVA A TENDERE L’ORECCHIO Nel tuo presepe c’è solo silenzio. Non c’è bisogno di parole: c’è Maria, la madre; il bambino; Giuseppe. Nessuno parla. È successo qualcosa che non ha bisogno di parole. Ci hai fatto caso?Tutti parlano tanto: in casa, tra amici, in televisione … Nel presepe non parla nessuno. Tutto si svolge in silenzio. Anche i pastori che vengono a trovare Maria, Giuseppe e il bambino, vengono e tacciono. Prima di arrivare si sono invitati tra loro così: “Andiamo a vedere la Parola”. Nel silenzio del presepe, l’unica parola è Gesù bambino. Nel silenzio, parla solo Dio e la sua parola è un bambino. Un bambino come sei stato anche tu.

GESÙ È LA LUCE NEL BUIO E LA PAROLA NEL SILENZIO Ma che parola è quel bambino? Una parola di gioia, certamente: un bimbo è sempre gioia; è amore, perché significa che una famiglia sta crescendo. Ma un bambino è anche parola di pianto: appena nati, i bimbi piangono e anche Gesù ha pianto come tutti, si è agitato come tutti, ha sorriso come tutti, ha chiesto di essere amato e accudito come tutti i bambini. Gesù è la parola di Dio che ci dice:”Prenditi cura di me e sarai felice”. Vogliamo prenderci cura di questo bambino? Vogliamo consocerlo?

FACCIAMO COME I PASTORI Per consocere Gesù, Luca, l’autore del terzo Vangelo, ci invita a fare come i pastori: nel buio della notte essi sono andati verso la luce e la parola, per capire chi fosse colui che era nato. Facciamolo anche noi. Andare verso Gesù significa innanzitutto camminare dal buio verso la luce; cioè: dal peggio verso il meglio, dalla paura verso la gioia.

(dal libretto per l’Avvento e il Natale delal mia Parrocchia)

Categorie:Natale
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