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Il reato di omofobia è solo l’inizio della spirale


Dopo la legge sull’omofobia seguiranno ovviamente: unioni civili, matrimonio gay, adozioni per i gay e maternità surrogata

di Livio Podrecca

La legge sulla omofobia è solo un tassello, il primo, di un preciso percorso normativo che, come in altri paesi, dovrà portare prima al riconoscimento legislativo delle unioni civili; quindi al matrimonio gay; infine alla disciplina delle adozioni da parte delle coppie omosessuali ed alla regolazione della cosiddetta maternità surrogata

Sembra una esagerazione? A giudicare dalle cronache non si direbbe. Certamente è un panorama surreale, da incubo. E se si guarda all’escalation che, su questi temi, si è prodotta in altri paesi europei (Francia ed Inghilterra, per esempio), ma anche ai modi in cui, qui da noi, la proposta di legge sulla omofobia viene portata avanti in Parlamento, i motivi di preoccupazione aumentano.

Certamente, in questo percorso quello della omofobia è un passaggio fondamentale, strategico, che prepara il terreno, le premesse culturali e giuridiche per tutti gli altri.

Per questo è importante opporsi alla approvazione di questa legge insidiosa, liberticida ed ideologica che, facendo leva, con tecnica ormai ampiamente collaudata, sul sentimentalismo pietista verso i poveri gay oggetto di discriminazione e violenza, introduce invece nell’ordinamento, surrettiziamente ed all’insaputa anche degli ingenui parlamentari che sono disposti per tali motivi a votarla, una vera rivoluzione antropologica, uno stravolgimento copernicano nella concezione dell’uomo e della sua natura finora recepita dal nostro ordinamento giuridico.

Già da parte di molti ci si è finalmente accorti della criminalizzazione delle opinioni che questa legge introdurrebbe, mentre l’omosessualità è un fenomeno dai contorni quanto meno controversi, sul quale è legittimo avere vedute e pareri diversi.

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Categorie:BastaBugie, Omofobia
  1. Uno di cui hai paura
    settembre 21, 2013 alle 00:25

    ahahahah sei patetico, fatti una vita. Spero che un giorno ti malmeneranno per strada solo per la persona che sei, e la folla non farà altro che guardare indifferente.

    • settembre 22, 2013 alle 09:17

      Il patetico sei tu che vieni nel mio blog a commentare in questo modo senza metterci nemmeno la faccia. Perché, invece, non cerchi di ribattere all’articolo che ho postato in maniera intelligente?

      P.S. Sono una donna e non mi fai paura nemmeno un po’!

  2. Paolo Merolla
    settembre 22, 2013 alle 15:07

    Certo che tristi i figli di papà. Da sempre i più vigliacchi, quando li incontri invece, basta che fai “bu!” e scappano, se soli. Pensare che quella gente erediterà studi di architettura o chissà cosa. D’altra parte chi se ne frega? Muoiono soli coi loro soldi sozzi. Ne ho visti troppi.

  3. settembre 22, 2013 alle 16:12

    Francesca, io ti sono vicino!

  4. settembre 22, 2013 alle 16:12
  5. settembre 23, 2013 alle 10:07

    Grazie Paolo, grazie Antonio!

    • Paolo Merolla
      settembre 23, 2013 alle 14:11

      😉

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