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Che Guevara Horror Picture Show


di Jay NORDLINGER (*)

Titolo originale: “Che Chic. It’s très disgusting”. Traduzione dall’inglese di Barbara Mennitti.

«La differenza fra Che Guevara e Pol Pot è che il primo non ha studiato a Parigi» Anthony Daniel

A volte ho la sensazione che Che Guevara sia ritratto su più oggetti di Topolino. Parlo di magliette e simili (ma soprattutto magliette). Un artista ha avuto l’ispirazione di combinarli: ha messo le orecchie di Topolino su Guevara. Non deve piacere molto ai fans di quest’ultimo. Il mondo è inondato da accessori del Che ed è un’offesa continua alla verità, alla ragione e alla giustizia (un bel trio). I cubani-americani rimangono sconcertati da questo fenomeno, come altre persone dotate di un po’ di decenza e di consapevolezza. Una reazione contro la glorificazione del Che esiste, ma è minima se paragonata al fenomeno stesso. Un cambiamento di tendenza contro Che Guevara richiederebbe una rieducazione massiccia, cosa che il vecchio comunista apprezzerebbe molto.

I suoi gadgets si trovano nei posti più insospettabili. Ma forse la cosa non è poi così sorprendente. La New York Public Library ha un negozio di articoli da regalo dove, fino all’altro giorno, vendevano un orologio con la faccia del Che e la parola “Revolution”. La pubblicità diceva: «La rivoluzione è uno stato permanente con questo intelligente orologio con la classica immagine romantica di Che Guevara, intorno alla quale gira (revolves, ndt) la parola “rivoluzione”». Veramente intelligente. Che una delle più prestigiose biblioteche del mondo debba vendere un articolo che decanta un brutale criminale non era niente di nuovo, ma alcuni cubani-americani, e pochi altri, hanno reagito. Avendo saputo dell’orologio, molti hanno scritto alla biblioteca, implorando i suoi funzionari di rientrare in sé. Un cubano-americano, cercando di fare leva sulle vecchie sensibilità americane, scriveva: «Vendereste orologi con le immagini del Gran Dragon del KKK?”». Ricordò anche che la Cuba comunista, che Guevara contribuì enormemente a fondare e modellare, è particolarmente dura con i bibliotecari. Il movimento delle biblioteche indipendenti è stato brutalmente represso e alcuni dei più autorevoli prigionieri politici provengono da quel movimento.

E però non c’è praticamente alcuna solidarietà fra i bibliotecari del mondo libero e i bibliotecari di Cuba, o aspiranti bibliotecari. Un anno fa il sostenitore dei diritti civili Nat Hentoff “ha rinunciato” – parole sue – al premio conferitogli dall’American Library Association, perché l’istituto trattava freddamente i cubani, preferendo parteggiare per l’amato tiranno “socialista”, Castro. In ogni caso, proprio prima di Natale la New York Public Library ha ritirato l’orologio, senza rilasciare nessuna dichiarazione.

La nebbia del tempo e la forza dell’anti-anti-comunismo hanno oscurato il vero Che. Chi era costui? Era un rivoluzionario argentino che prestò servizio come tagliagole principale di Castro. Era particolarmente infame perché dirigeva le esecuzioni sommarie a La Cabãna, la fortezza che fungeva da mattatoio. Gli piaceva amministrare il colpo di grazia, il proiettile nella nuca. E amava far sfilare la gente sotto El Paredón, il muro rosso di sangue contro il quale furono uccisi tanti innocenti. Inoltre, istituì il sistema di campi di lavoro dove innumerevoli cittadini – dissidenti, democratici, artisti, omosessuali – soffrivano e morivano. Stiamo parlando del gulag cubano. Uno scrittore cubano-americano, Humberto Fontova, descrisse Guevara come «una combinazione fra Beria e Himmler». Antony Daniels, in vena di spiritosaggini, disse: «La differenza fra [Guevara] e Pol Pot era che [il primo] non aveva studiato a Parigi».

E tuttavia, uno degli uomini più illiberali viene esaltato dai “liberal”. Come Paul Berman recentemente ha riassunto su Slate: «Il Che era un nemico della libertà ed è stato eretto a simbolo della libertà. Ha contribuito ad istituire un sistema sociale ingiusto a Cuba ed è stato eretto a simbolo della giustizia sociale. Si è schierato per le antiche rigidità del pensiero latino-americano in versione marxista-leninista ed è stato esaltato come un libero pensatore e un ribelle».

Quelli che conoscono, o ai quali importa, la verità su Guevara, hanno spesso la tentazione di abbandonarsi alla disperazione. Il sito web del nostro National Institutes of Health lo descrive in questo modo: un «fisico e combattente per la libertà argentino». Guevara era un fisico più o meno come Ceausescu era un chimico. Per quanto riguarda il combattente per la libertà… ancora una volta la tentazione di abbandonarsi alla disperazione è forte.

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Categorie:Comunismo, Storia, Verità
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