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I Passi della Fede – Santi Martiri Concordiesi


Questa sera il pensiero lo voglio rivolgere alla celebrazione di oggi, 17 Febbraio. La nostra diocesi commemora i Santi Martiri di Concordia: la nostra Chiesa diocesana si chiama Chiesa di Concordia-Pordenone. In quello che era un antico villaggio, dove i Romani erano arrivati a costruire delle strade, a portare dei coloni, sappiamo che per la fede cristiana conobbero il martirio Donato, Secondiano, Romolo e altri loro compgni, persone che hanno sparso il loro sangue per mantenersi fedegli a Gesù Cristo, alla Chiesa, nella quale erano entrati attraverso il dono del battesimo.

Urna con le reliquie dei Santi Martiri di Concordia Sagittaria

Questo ricordo dei Martiri è stato tenuto vivo tra le genti delle nostre terre; molti si recavano pellegrini alla tomba dei Martiri e attendevano che dalle loro ossa uscisse l’acqua risanatrice per tanti mali fisici e spirituali.

Noi chiediamo questa sera di poter riconoscere la ricchezza della tradizione cristiana. Se apparteniamo oggi al Signore, è perché qualcuno ci ha parlato di Lui, ci ha testimoniato il suo nome, ci ha trasmesso con la vita, con i propri esempi di vita, la bellezza di appartenere a Cristo.

Forse ci ricordiamo poco delle preghieriie che ci insegnava la nonna, della testimonianza e del buon esempio del nonnno, dei nostri genitori, dei sacerdoti che ci hanno educato alla fede, di qualche suora che ci ha accompagnato nei primi passi della vita. Quando ringraziamo il Signore, vorremmo anche ringraziarlo per chi – nel tempo, nella storia, in momenti anche più difficili dei nostri, più tribolati – ha tenuto accesa la lampada della fede e l’ha trasmessa co ncoraggio e convinzione alle più giovani generazioni.

Mi raccontava proprio oggi un signore dell’abitudine che aveva la sua nonna: si portava nel letto grane quattro nipoti e li faceva pregare e raccontava loro la vita dei santi. Quest’uomo, ormai di cinquant’anni, non può dimenticare ancora gli insegnamenti delal sua nonna. Si ricorda c ome lei trasmetteva, pur essendo analfabeta, a voce alta, i gesti, gli esempi significativi dei santi e dei martiri che a lei pure erano stati narrati, forse da qualche sacerdote del paese.

La fede cristiana si trasmette. Dice San Paolo: “Quello che io ho ricevuto, vi ho trasmesso”. È un ricevere, è un donare e questo pensiero lo affidiamo soprattutto per i genitori di oggi, perché sappiano donare ai figli quello che  loro hanno ricevuto, perché si sentano sempre più responsabili del deposito della fedem dei valori cristiani e sappiano comunicali, contagiarli, ai loro figli.

Se perdiamo questa responsbilità e questo gusto del trasmettere la fede, si interrompe il cammino del Vangelo, si interrompe questo fiume di grazia che vuole arrivare a tutti gli uomini.

Ecco il pensiero dei martiri: il loro sangue è diventato seme di nuovi cristiani, di tanti cristiani che in questa terra di Concordia-Pordenone hanno ricevuto e hanno trasmesso il dono della fede.

Possano ancora i Santi Martiri Concordiesi aiutarci in questo cammino verso il futuro, che per noi è cammino verso l’incontro definitivo con il Signore!

don Pierluigi Mascherin, 17 Febbraio 2006, pensiero della sera per Radio Voce nel deserto

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