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Diciamo basta alla violenza sulle donne!


Oggi si celebra la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne,  istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in ricordo del brutale  assassinio – avvenuto il 25 novembre del 1960 – delle sorelle Mirabal.

La violenza sulle donne, purtroppo, è un qualcosa di ancora troppo frequente, che non ha confini di religione, razza, cultura. Stalking, violenze domestiche, violenze fisiche e psicologiche, micidi.

Voglio però parlarvi di due tipi di violenza contro le donne che forse non sono molto note: il gendericidio/femminicidio di donne ancora non nate, che avviene soprattutto nel continente asiatico, e la violenza fisica e psichica perpetrata dai mussulmani contro le donne loro corregionarie.

Di gendericidio/femminicidio avevo già parlato qui e qui. È un tipo di violenza che colpisce la donna due volte: in primis la donna non ancora nata e poi anche la madre che subisce delle violenze e dei soprusi difficilmente descrivibili. Ci sono divere associazioni che si stanno muovendo per cercare di creare informazione riguardo questa piaga immensa e per cercare di fermarla: preghiamo perché ci riescano quanto prima!

Il secondo tipo di violenza non è presente solo nei paesi a maggiornza islamica. Molto spesso anche in Europa, anche in Italia, abbiamo avuto notizia di donne mussulmane uccise da mariti, padri, familiari semplicemente perché volevano vivere inserite nelle loro comunità.

Voglio portare all’attenzione di tutti voi la storia di Malala Yousafzai. Malala è una ragazza pachistana, che all’età di 14 anni, è stata aggredita dai Talebani che le spararono alla testa. Stava tornando a casa da scuola. I talebani l’hanno colpita perché lei, pur se giovanissima, aveva iniziato un’opera di mobilitazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti della condizione della donna nel Pakistan. In partciolar modo, si batte perché le bambine pachistane possano andare a scuola. Ringraziando Dio, Malala è sopravvissuta a quell’attentato, ma la sua vita rimane comunque in pericolo. Non dimentichiamola!

Impegniamoci tutti perché la violenza sulle donne, in tutte le sue forme, diventi un ricordo il più presto possibile!

Categorie:Donne, Violenza
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