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NOI CANNIBALI E I FIGLI DI MEDEA


di ORIANA FALLACI (“Corriere della Sera“, Venerdì 03 Giugno 2005)

“Oh sì: a mia volta senza aver le prove che Fermi fornì sul nucleo dell’atomo, io credo che fin dal momento in cui lo spermatozoo feconda l’ovulo e la cellula primaria diventa due cellule poi quattro poi otto poi sedici insomma prende a moltiplicarsi, noi siamo ciiò che saremo. Cioè esseri umani. Forse non ancora persone, visto che una persona è il risultato dell’essenza innata e delle esperienze acquisite dopo la nascita: ma di sicuro di un essere umano. … L’embrione che sboccia nel’ovulo di un essere umano è un essere umano e non me ne importa nulla che stavolta la mia opinione coincida con quella della Chiesa Cattolica”.

“Ma a guarire i miei cancri iniettandomi la cellula d’un bambino mai nato mi parrebbe d’eesere un cannibale. Una Medea che uccide i propri figli”.

“Davvero non vi è limite all’incoerenza dei voltagabbana. Un tempo gli odierni cultori del cannibalismo urlavano che era crudele sacrificare gli animali nei laboratori. E ne convengo. … Ora invece accettano che le cavie siano i nostri figli mai nati. … Accettano che le cellule di queste nuove cavie vadano ad arricchire le ditte farmaceutiche il cui cinismo supera quello dei mercanti d’armi, accettano che gli embrioni vengano squartati come bovi nelle macellerie per ricavarne tessuti e organi da vendere come si vendono i pezzi di ricambio per un un’automobile. Accettano che tutto ciò miri a realizzare il Mondo Nuovo di Huxley, a farci diventare uomini Alfa o Beta o Gamma o Dio sa cos’altro. … E va da sé che ormai le cavie siamo anche noi. Una donna che subisce l’estrazione di un ovulo è certamente una cavia. Una che per restare incinta se lo fa impiantare, lo stesso. Grazie a una scienza che è sempre più tecno-scienza, grazie a uan medicina che è sempre più tecno-medicina, quindi sempre più disumana, siamo cavie perfino nei casi estranei alla fecondazione artificiale”.

“Chi in buona fede favorisce il mondo-nuovo si ripara sempre sotto l’ombrello delle parole Scienza e Progresso. Forse le più abusate dopo le parole Amore e Pace. Ma sull’interpretazione della parola Progresso, anzi sul concetto del cosidetto Progresso, i pareri discordano. E diventa sempre più difficile stabilire di che cavolo si tratti. … Per il mio mondo i trapiani degli organi, le astronavi, i viaggi sulla Luna e su Marte, i maledetti computer, i maledetti telefonini e il maledetto Internet con cui puoi calunniare chi vuoi e rubare il lavoro altrui senza finire in galera. Nonché gli strombazzatissimi Diritti Umani che però non includono i diritti umani di chi come va controcorrente, e i diritti umani dei bambini. … Bè, vogliamo metterci anche l’olocausto degli embrioni umani nel discutibile elenco d’un Progresso che al novento per cento dei casi si basa sui successi della tecnologia non della morale? A quanto pare, sì. E pazienza se eravamo più progrediti quando eravamo ignoranti, più ammalati, più poveri, più umani, sicché la morte di un figlio nato o non nato ci riempiva di strazio. Cristo! Ha ragione Ratzinger (grazie, Santità, d’aver sempre il coraggio di dire pane al pane e vino al vino) quando scrive che il Progresso non ha partorio l’Uomo migliore, una società migliore, e incominciia a essere una minaccia per il genere umano. Quanto alla Scienza, mioddio. Da giovane mi inchinavo alla Scienza … Volevo diventare uno scienziato, e per questo mi iscrissi a Medicina. … Però… Però la Scienza è come il guoco. Può fare un gran bene o un gran male. … Come il fuoco, spesso fa più male che bene. E il motivo è proprio quello che, come il fuoco, non si pone problemi morali. Per lei tutto ciò che è possibile è lecito. Lascia perdere la retorica: di scrupoli la Scienza ne ha sempre avuti pochini. Di rimorsi, ancor meno. Si è sempre arrogata il diritto di fare ciò che voleva fare, che vuol fare perché si può fare. E facendolo non s’è mai chiesta se ciò fosse giusto. Peggio: come una bagascia che vendo il suo corpo, s’è sempre venduta al miglior offerente. Ha sempre rincorso i premi Nobel, la sua vanità, il suo delirio di onnipotenza, la sua brama di sostituirsi alla Natura. (Ratzinger dice “sostituirsi a Dio”). E delle sue vittime ha sempre tenuto un ben scarso conto. … E al diavolo i principi, al diavolo i valori sui quali si basa o dovrebbe basarsi una società civile. Cari miei, Ratzinger ha ragione anche quando dice che in nome della Scienza ai diritti della Vita vengono inflitte ferite sempre più gravi. Ha ragione anche quando diche con gli esperimenti sugli embrioni umani la dignità dell’Uomo viene villipesa anzi negata. Ha ragione anche quando dice che se non vogliamo perdere il rispetto per l’Uomo bisogna demistificare la ricerca scientifica, demitizzare la Scienza, cioè smettere di considerarla un idolo o uan divinità”.

“Ogni dizionario definisce l’Etica quella parte della filosofia che si occupa della Morale. Di ciò che è bene per l’Uomo, di ciò che è bene fare o non fare. Infatti all’Etica si ispirano generalmente le leggi dei Paesi non barbari o non del tutto barbari, e fino a ieri in Occidente ce la siamo cavata per questo. Il guaio è che nell’età moderna l’Etica ha partorito una figlia degenere che si chiama Bioetica, Sempre secondo il dizionario, la Bioetica è uan disciplina che “si occupa dei problemi morali e individuali e collettivi connessi all’avanzamento degli studi nel campo della genetica e della tecnologia relativa alla formazione dei processi vitali”. … Però dinanzi all’Idolo-Scienza anzi alla Divinità-Scienza, dinanzi al mito della Ricerca Scientifica, la bioetica si cala ogni volta le brache. … Prese di posizione, veti condanne. Ma poi tutti presero a chiudere gli occhi. A tenere il piede in due staffe, ad avanzar compromessi che in realtà erano consensi. È la loro strategia. Il loro modo di essere Politically Correct. All’inizio gridano allo scandalo, dichiarano che certe cose offendono la decenza. Poi incominciano a farfugliare che bisogna rifletterci meglio, che le scoperte scientifiche non si possono cancellare, che indietro non si può tornare, e si rimangiano le prese di posizione. Si rimangiano i veti, si rimangiano le condann. Addirittura si rendono complici del delitto. Sempre col pretesto della terapeutica, s’intende…”.

“Dimmi se queste ricerche in apparenza fatte per guarire le malattie in realtà non puntano a qualcosa che assomiglia molto all’hitleriano sogno di una società composta soltanto di biondi con gli occhi azzurri. “La scienza non può generare ethos” ha scritto Ratzinger nel suo libro Europa. “Una rinnovata coscienza etica non può venire dal dibattito scientifico”. … A dirlo difende la Natura, Ratzinger. Rifiuta un Uomo inventato dall’uomo cioè un uomo prdotto di sé stesso, della eugenetica mengeliana, della biotecnologia frankensteiniana. Ciò che dice è vero. È giusto. È raziocinante. È un discorso che va al di là della religione, un discorso civile, e la bellissima fiaba non c’entra. C’entrano i doveri che noi esseri umano abbiamo verso la Natura. Verso la nostra specie, verso i nostri principii. I principii senza i quali l’Uomo non è più un uomo: è una cosa, un oggetto di carne senz’anima. Riflettici a fondo e t’accorgerai che la colpa di questa follia non è degli scienziati e basta, dei ricercatori e basta … È di chi li sostiene, di chi li protegge. Di molti politici, ad esempio. … La colpa è anche degli intellettuali che per opportunismo o profitto o smania di influire sul futuro approvano e propagandano le maleffate dei Frankenstein. Manco fossero davvero conquiste dell’Umanità. È anche dei giornali, delel televisioni, dei media che quelle malefatte le presentano con compiacimento, anzi col cappello in mano. … La colpa è anche della cosiddetta gente comune. La gente che per dabbenaggine o ingenuità o disperazione crede nella storia delle malattie da guarire. Credendoci, si lascia menare per il nsao dalle false promesse e dalle false speranze. Perché, come i sapienti della Bioetica, anche la gente lì per lì grida allo scandalo. Si impaurisce, dice oddio-che-vogliono-farmi, che-mi-succederà. Ma poi, rimbecillita dal lavaggio cerebrale esercitato dai politici e dai intellettuali che i Frankenstein li presentano come benefeattori, sedotta dal compiacimento e dagli elogi dei giornali che li trattano col cappello in mano, cede ai dubbi. Non capisce di venir presa in giro, non si rende conto d’essere a una tragica svolta del nostro destino, e cambia idea. Per sentirsi moderna, lanciata verso il futuro, si adegua. Per non andare controcorrente, non perdere i vantaggi della cosiddetta modernità grida al miracolo. Si piega, anzi applaude, anche se ciò significa massacrare i propri figli come Medea. Parliamoci chiaro: viviamo in una società che alla Vita guarda in termini edonistici e basta. Che cerca solo il benessere, i vantaggi materiali, le agiatezze. Una società dove l’anima non conta. La spiritualità ancor meno”.

“Ratzinger ha ragione quando scrive che ormai l’Occidente nutre una specie di odio verso sé steesso, non ama più sé stesso. Che della sua storia vede soltanto ciò che è deprecabile, che di essa non riesce più a percepire cosa contiene di grande e di puro. Ha ragione anche quando dice che il mondo dei valori su cui l’Europa aveva costruito la sua identità (i valorti ereditati dagli antichi greci e dagli antichi romani e dal Cristianesimo, chiarisco io) sembra giunto alla fine o uscito di scena. Che l’Europa è paralizzata da una crisi la sta curando con trapianti (l’immigrazione e il pluriculturalismo, chiarisco io) i quali possono solo eliminare la sua identità. E poi ha ragione quando dice che la rinascita dell’Islam non è nutrita soltanto dalla nuova ricchezza dei paesi che posseggono il petrolio: è nutrita anche dalla consapevolezza che l’Islam possa offrire uan piattaforma di spiritualità. La spiritualità a cui la vecchia Europa e l’intero Occidente hanno rinunciato. Infine ha ragione quando cita Spengler secondo il quale l’Occidente corre inesorabilmente verso la propria morte, non solo una morte culturale, e di questo passo crollerà come crollo la Civiltà Egizia, l’Impero Romano, il Sacro Romano Impero. Come sono crollati e crollano (aggiungo io) tutti i popoli che dimenticano di avere un’anima. Ci stiamo suicidando cari miei. Ci stiamo uccidendo col cancro morale, con la mancanza di moralità, con l’assenza di spiritualità. E questa faccenda del mondo da rifare con la truffaldina eugenetica, con la bugiarda biotecnologia, non è che la tappa definitiva del nostro masochismo. Ecco perché i Bin Laden e gli Zarqawi, individui immorali e amorali tuttavia sorretti da una loro paradossale forma di moralità, hanno buon gioco. Ecco perché i loro correligionari ci invadono così facilmente e così disinvoltamente fanno i padroni in casa nostra. Ecco perché a casa nostra vengono accolti con tanto servilismoo tanta inerzia. Tanta paura. Ecco perché l’Europa è diventata Eurabia e l’America rischia di diventarlo. Ed ecco perché, segnati in fronte dal marchio di cui parlo ne L’Apocalisse, il marchio della schiavitù e delal vergogna, molti occidentali finiranno inginocchiati sul tappettino a pregare cinque volte al giorno il nuovo padrone cioè Allah”.

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