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15 seconds


15 secondi è il tempo che intercorre tra il suono della sirena che segnala la partenza di un razzo da Gaza e il suo arrivo sul suolo d’Israele.

15 secondi è il tempo che i cittadini israeliani hanno per raggiungere un rifugio.

Non posso minimamente immaginare cosa significhi vivere nella costante paura, nella costante angoscia che una situazione simile sicuramente provoca.

Rocket and mortar attacks 2001-2012 (Source IDF)

Questo è quello che succede in Israele, soprattutto nella fette di Israele che confina con la Striscia di Gaza, governata dal gruppo terroristico di hamas. Più di 1 milione di israeliani vivono nella portata d’azione dei razzi di hamas.

Nessuno dovrebbe vivere in questo modo. Nessuno.  E quando dico questo, penso soprattutto ai bambini che vengono segnati nell’anima per sempre e che non possono condurre una vita normale.

Nel corso degli ultimi dodici anni sono stati lanciati più di 12.000 razzi e obici di mortaio palestinesi dalla striscia di Gaza contro la popolazione civile israeliana. Voglio ricordare anche nel 2005 il governo israeliano decise di ritirarsi dalla Striscia, come gesto di buona volontà nei confronti dei palestinesi. Terra in cambio di pace? No, terra in cambio di missili.

Il 10 Novembre, in seguito ad un missile anti-thank lanciato da Gaza che ha colpito una jeep dell’esercito israeliano vicino al valico di Karni provocando il fermento di 4 soldati, è iniziata l’ennesima crisi tra Israele e Gaza. Dal 10 fino al 13 Novembre, sono stati sparati da Gaza più di 120 razzi che hanno raggiunto il sud di Israele. A questo punto Israele il 14 Novembre ha risposto lanciano l’OperazionePillar of Defense” che si è conclusa il 21 Novembre con un cessate il fuoco tra le parti. Scopo di quest’operazione era difendere i cittadini di Israele e distruggere le infrastrutture di hamas. Mentre Israele colpiva chirurgicamente gli obiettivi che si era prefissata, 1500 razzi sono precipitati su Israele, colpendo idiscriminatamente la popolazione civile. Il sistema di difesa antimissilistico “Iron Dome” è riuscito ad intercettare oltre 400 missili, impedendo loro di colpire aree popolate di Israele. Il 14 Novembre, l’esericto Israeliano ha colpito Ahmed Jabari, il capo dell’ala militare di hamas a Gaza e responsabile di vari attentati terroristici contro Israele. Insieme ad Jabari sono stati eliminati altri sei membri di hamas. Il 15 Novembre sono morti Mirah Scharf 25 anni, Aharon Smadja 49 e Itzik Amsalem 24. Qui potete trovare tutto il racconto cronologico.

Come ho scritto qui hamas vuole la distruzione di Israele che ha tutto il diritto all’autodifesa, come sancito anche negli articoli 51 della Carta dell’ONU. Alcuni, pur riconoscendo ad Israele questo diritto, dicono che Israele lo eserciti in maniera troppo esagerata. Io, invece dico che Israele ha dimostrato fin troppa pazienza e moderazione. Qualsiasi stato trovandosi nelle stesse condizioni di Israele reagirebbe in maniera anche più pesante. Per quanto riguarda le vittime civili palestinesi, Israele cerca di non farne ma questo è praticamente impossibile visto che hamas posiziona i lanci missili/razzi vincino ai parchi giochi, alle scuole, agli ospedali, insomma visto che hamas usa i civili come scudi umani. Quelle sono vittime sì ma di hamas non certo di Israele!

Anche su internet si è scatenata la bagarre tra i sostenitori d’Israele e quelli di hamas. Ho letto tante cose dettate dall’ignoranza e dall’odio, a cui ho cercato di rispondere come meglio ho potuto, ma per fortuna ho letto anche tanti messaggi di solidarietà verso Israele.

Io sto con Israele nella sua lotta per la sopravvivenza, che è anche la lotta dell’intero Occidente!

Categorie:Islam, Israele, Terrorismo
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