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Alex Giorgetti a Medjugorje: «Ha cambiato la mia vita e lo sport»


Il campione italiano di pallanuoto (argento a Londra, oro a Shangai) al Meeting ha raccontato il suo ritorno alla fede dopo un periodo di crisi. “Non fatevi tarpare le ali” ha detto alle migliaia di giovani che lo hanno ascoltato a Rimini

Filippo Ghizzoni Fonte: Il Vostro

“Se vinciamo a Shangai, vado scalzo a Medjugorje”. Così, un anno fa, è cambiata la vita di Alex Giorgetti. Il famoso campione di pallanuoto italiano, 24 anni, argento alle Olimpiadi di Londra (oro e titolo di miglior giocatore ai mondiali di Shangai nel 2011), lo scorso 24 agosto si è raccontato al Meeting di Rimini. L’incontro è stato organizzato dal periodico Piccole Tracce, l’inserto per bambini del periodico ciellino diretto da Davide Perillo, che ha presentato l’evento. Davanti a centinaia di giovani, Giorgetti ha raccontato come, grazie ad un pellegrinaggio a Medjugorje, la sua vita è cambiata. E in meglio.

“NON FATEVI TARPARE LE ALI” – Il campione italiano racconta come fin da sei anni, è stato letteralmente buttato in piscina dalla madre, perché imparasse a nuotare. Una forzatura, diremmo noi. Molti ragazzi oggi infatti vivono male il rapporto con i propri genitori, ma Giorgetti li invita a guardare al padre e alla madre come un dono di Dio, ma soprattutto a mettere al primo posto la propria libertà: “Ai genitori che dovessero negarvi quel che vi dà gioia rispondete che siete delle anime libere e che non vi debbono tarpare le ali”.

LA PASSIONE PER LA PALLANUOTO – Ad Alex Giorgetti non sono state tarpate le ali. Aveva un desiderio, e come dice il titolo del Meeting di quest’anno, lo ha seguito fino in fondo. “Come tutti voi qui dentro, avevo un sogno e amavo la pallanuoto – afferma – anche perché sono nato in Ungheria che in questo sport è ai massimi livelli. Allora è come se Dio mi avesse detto: è il tuo sport, gioca e divertiti. E io l’ho fatto. Andate dietro ai vostri desideri, orientateli verso un fine buono e non preoccupatevi di altro”.

LA CRISI – Ma il successo non è tutto. Da solo non basta a dare la felicità, infatti il desiderio che abbiamo dentro di noi ci chiede molto di più. Così per Giorgetti sono cominciati i problemi: “Avevo tutto – racconta il campione italiano -: successo, divertimenti, donne e auto. Ma non volevo bene a mia madre e trattavo mio fratello da estraneo”. Poi le cose sono peggiorate: nel 2008 la ragazza lo lascia, con gli amici le cose vanno male, e perfino nello sport, sua grande passione, conosce alcuni insuccessi: “Il baratro ai miei piedi”, stigmatizza il pallanuotista.

GLI INCONTRI – Tutto andava male. Sembrava non esserci speranza. Sono degli incontri, delle persone a riportare Giorgetti sulla strada della felicità. Lui li ricorda: due gemelli giocatori di pallanuoto che si trattavano come lui non aveva mai considerato il fratello, un’insegnante di lettere americana, attaccatissima alla famiglia; Franca di Chiavari, una ex compagna di scuola reduce da Medjugorje che lo ha impressionato per la letizia stampata sul volto. “Tutti incontri che mi hanno fatto capire perché sono al mondo e che cosa posso fare”, osserva il campione italiano. Non hanno fatto, diremmo noi, cose particolari, ma hanno mostrato che in questo mondo è possibile essere felici anche senza essere uomini di successo.

IL RITORNO ALLA FEDE – Così la vita di Alex Giorgetti cambia. Subito pronuncia un voto: “Se vinciamo a Shangai, vado scalzo a Medjugorje”. Arriva l’oro e si precipita senza  scarpe al santuario mariano. Qui scopre la preghiera che ancora oggi lo accompagna: “A Londra io e alcuni compagni pregavamo nella mia stanza”, racconta Giorgetti, che non si vergogna di frequentare con regolarità la Messa e i sacramenti. Questo cambiamento, però, non si limita al campo spirituale: tutta la vita del campione italiano cambia, squadra compresa, e diventa un punto di riferimento per i suoi compagni, che si rivolgono a lui per ogni problema. “Magari sulle prime mi prendevano in giro ed erano scettici – ricorda – ma adesso mi guardano con occhi diversi, si accorgono che gli voglio bene”.

  1. novembre 10, 2012 alle 04:41

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