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Quello buono sostiene la ricerca!


Oggi, in più di 100 piazze italiane sarà presente l’AISLA, per la 5° Giornata Nazionale per la lotta alla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Sotto lo slogan “Quello buono sostiene la ricerca”, centinaia di volontari sensibilizeranno la popolazione e raccoglieranno fondi inavore di un progetto di counselling per il paziente con SLA. Verranno distribuite delle bottiglie di vino Barbera d’Asti DOCG, creata in Edizione Limitata a fronte di un contributo minimo di 10€.

Inoltre, fino al 14 Ottobre, sarà possibile donare 2 o 5 € tramite SMS o rete fissa.

La SLA, grave malattia, di origine ancora ignota e descritta per la prima volta nel 1874 dal neurologo francese Jean-Marie Charcot, è una malattia neurodegeenrativa progressiva che colpisce i motoneruoni, le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria.  Vengono risparmiate le funzioni cognitive, sensoriali, sessuali e sfinterali (vescicali ed intestinali).

Genralmente si ammalano individui adulti di età superiore ai 20 anni, di entrambi i sessi, con maggiore frequenza dopo i 50 anni.

Ad oggi, non esistendo una cura, con dei farmaci si cerca di rallentare la progressione della malattia e ridurrne i sintomi. Esistono degli ausili per miglioare l’autonomia, il movimento e la comunicazione della persona. Si interviene per evitare la denutrizione e per aiutare il paziente a respirare.

Negli ultimi anni le ricerche si sono moltiplicate e la speranza di trovare presto un rimedio definitivo si è fatta più concreta.

Nel 1983 nasce l’AISLA, l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, con questi scopi:

  1. diffondere presso l’opinione pubblica la conoscenza delle problematiche connesse alla SLA;
  2. promuovere la tutela, l’assistenza e le cure ai malati di SLA, garantendone la dignità personale per una migliore qualità di vita;
  3. informare i pazienti e i loro famigliari sulla malattia, sulle possibilità di cura e di assistenza;
  4. sostenere i pazienti ed i famigliari attraverso un centro d’ascolto e consulenza, punto di riferimento per il personale di assistenza;
  5. promuovere la ricerca sulla malattia;
  6. favorire la raccolta e l’elaborazione di dati epidemiologici su base regionale, nazionale ed internazionale;
  7. organizzare la formazione di gruppi di supporto ai malati e alle loro famiglie;
  8. realizzare convegni di studio e pubblicazioni informative per ammalati, famigliari ed operatori sanitari.

La SLA è una malattia davvero infame ma sono sicura che, con l’aiuto di tutti, riusciremo a sconfigggere molto presto!

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