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Turchia, donne contro Erdogan: “nemico della donna”


Da “NonSoloRoma

Il 28 Maggio 300 donne turche sono scese in piazza nella capitale Ankara per manifestare davanti alla sede della presidenza del Consiglio, contro le dichiarazioni del primo ministro  Recep Tayyip Erdogan, definito un «nemico della donna» poiché aveva paragonato l’aborto all’omicidio in un discorso tenuto il giorno prima alle donne del suo Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp).

Erdogan aveva fatto direttamente appello alle donne a non interrompere la gravidanza: “Si uccide un figlio nel ventre materno o dopo la sua nascita – ha detto il premier – non c’è differenza”. Il primo ministro si è anche scagliato contro chi pratica il taglio cesareo, perché a suo dire si tratterebbe di un parto non naturale che metterebbe potenzialmente a repentaglio la salute della madre.

“Il tentativo del primo ministro di cambiare l’agenda del Paese attaccando le donne e un errore grave” ha detto Canan Gullu, capo della Federazione delle Associazioni femminili. “In congressi di partito di questo genere il primo ministro avrebbe dovuto parlare dei problemi delle donne come la disoccupazione, la violenza domestica, la loro presenza inadeguata nella vita politica, invece di fare dichiarazioni sul corpo delle donne”.

Secondo il quotidiano Hurriyet, l’ordine dei medici di Istanbul ha già dichiarato che l’aborto non è equiparabile a omicidio. In campo è scesa anche la politica. Le parlamentari del Chp, il Partito repubblicano del Popolo, hanno chiesto al primo ministro di “rinunciare a montare di guardia alla vagina delle donne”. Una delegazione di associazioni inconterà il ministro per la Famiglia e le politiche sociali, Fatma Sahin, che però ieri ha subito sostenuto il premier nelle sue affermazioni.

Il ministro Sahin ha difeso il premier,  dicendo che le sue parole si riferivano alle gravidanze indesiderate che avrebbero potuto essere evitare utilizzando metodi di contracezione. “È il diritto più naturale di ogni famiglia stabilire quanti figli vogliono avere” ha detto il ministro. “È fuori discussione per noi interferire in questa sfera” ha continuato. Sahin ha anche appoggiato le critiche del premier a chi praticava il parto cesareo, ormai utilizzato da circa il 50% delle partorienti. “L’organizzazione mondiale per la Sanità – ha spiegato il ministro – ha detto che la percentuale di cesarei non dovrebbe superare il 15-20%, se si guarda alle statistiche europee il tasso nno supera mai il 20%”.

Ma la Società turca di Ostetricia e Ginecologia, proprio oggi, ha pubblicato una dichiarazione sul suo sito nella quale si dice che nel mondo c’è stato un aumento dell’utilizzo del parto cesareo.

Categorie:Aborto, NonSoloRoma, Turchia
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