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August von Galen: il leone di Münster


“Silence in the face of evil is itself evil. God will not hold us guiltless. Not to speak is to speak. Not to act is to act”. Dietrich Bonhoffer (1906 – 1945)

3 Agosto 1941. Münster, Germania. Dal pulpito del duomo un prete pronuncia una predica destinata a farlo entrare nella storia. Quel prete è il cardinale Clemens-August von Galen e con quella predica denunciò con forza e coraggio il programma di eutanasia nazista, l’Aktion T4, sfidando così Hitler e il suo partito, rischiando e non poco. Questo programma, che anticipò la “Soluzione finale”, portò alla morte 100.000 persone nel biennio 1940-’41. L’eco delle sue parole si diffuse ovunque, arrivando addirittura al fronte, e suscitò nei pastori protestanti e nei preti cattolici forte indignazione e un moto di protesta. Hitler si vide quindi costretto a sospendere l’Aktion T4. Programma che però finì solo ufficialmente. Esso viene sostituito dal programam “14F13”, dalla sigla usata nei campi di concentramento per registrare i decessi dei disabili, arrivati nel 1945 a 300.000.

Hitler voleva ucciderlo ma venne fermato dal ministro della propaganda Joseph Gobbels, che temeva che la morte del presule potesse trasformarlo in un martire. Il Füehrer dirottò la sua rabbia sui preti della diocesi: ne fece arrestare una quarantina e il fratello del presule, Franza, fu deportato nel campo di concentramento di Oranienburg.

Il cardinale von Galen è uno dei rappresentanti della resistenza al regime, movimento che vide vari gruppi clandestini muoversi in maniera autonoma e scordinata, con maggior vigore ed embrioni di organizzazioni solo all’interno delle due realtà sociali che il regime aveva neutralizzato ma non dissoluto: le chiese e le comunità religiose e l’esercito.

Quella del 3 Agosto non fu l’unica predica che von Galen pronunciò contro il regime. La prima venne pronunciata Domenica 13 Luglio 1941, subito dopo l’inizio dell’attacco della Gestapo ai religiosi e ai conventi. Von Galen denunciò le intenzioni malvagie e le azioni violente della Gestapo. La predica ebbe un effetto talmente dirompente che la Domenica successiva la chiesa era stracolma. Per ascoltarlo la gente venne anche da lontano. Von Galen continuò a denunciare la follia del regime nazista. La terza predica, quella del 3 Agosto, ebbe come tema il quinto comandamento. Alcune parole: “Vengono adesso uccisi, barbaramente uccisi degli innocenti indifesi, anche persone di altra razza, di diversa provenienza vengono soppresse […] Siamo di fronte ad una follia omicida senza uguali […] Con gente come questa, con questi assassini che calpestano orgogliosi le nostre vite, non posso più avere comunanza di popolo!“. E ancora: “Non uccidere! Questo comandamento di Dio, l’unico Signore che abbia il diritto di decidere circa la vita e la morte, è scritto nel cuore dell’uomo fin dall’inizio dei tempi, motlo prima che sul Monte Sinai Dio annunciasse ai figli di Israele con breve frasi incise su pietra, la sua legge morale”. “Se si ammette che qualcuno abbia il diritto di uccidere i propri simili giudicati improduttivi […] allora si potrà dare liberamente la morte agli ammalit inguaribili, agli handicappati, agli invalidi del lavoro e di guerra e a tutti quelli che, invecchiando, diventano improduttivi”. “Abbiamo forse il diritto di vivere solo finché siamo produttivi, solo finché altri ci riconoscono come produttivi?

Applicava alle autorità del Nazismo queste parole di San Paolo: “La prerdizione però sarà la loro fine, perché essi, che hanno come dio il loro ventre, si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra” (Filippesi, 3, 19).

Il “New York Times” lo definì “l’oppositore più ostinato del programma nazista anticristiano”. Fu il primo vescovo eletto dopo il Concordato che la Santa Sede siglò con il Reich il 20 Luglio 1933. Il 09 Ottobre 2005 papa Benedetto XVI° lo dichiara beato.

August von Galen è una figura davvero importante non solo per i cattolici ma per tutti perché ci offre un esempio di coraggio e fortezza di fronte al male. Ha avuto la capacità di riconsocere il male e di denunciarlo non curante delle possibili conseguenze. Ho voluto parlarvi di lui perché temo sia giunto anche per noi, uomini e donne di buona volontà, il momento di alzarsi e di denunciare il male che è presente nel mondo. Prima che sia troppo tardi.

Categorie:Personaggi
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