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Femminicidio: l’altra faccia dell’aborto in Cina


Da NonSoloRoma:

Dal 1979 è in esecuzione in Cina la politica del figlio unico, il programma di controllo della popolazione, attuato, principalmente tramite aborti e sterilizzazioni forzate. Operazioni mediche che molto spesso vengono eseguite in condizioni igenico-sanitarie pessime, e che procurano gravissime conseguenze psichico-fisiche sulle donne. Ci sono delle eccezioni alla regola che non diminuiscono però la gravità della situazione.

Questa politica comporta delle serie violazioni dei diritti umani, specie dei diritti delle donne e delle conseguenze per loro assai nefaste.
La prima conseguenza è l’enorme sproporzione esistente tra maschi e femmine: ci sono 120 maschi per 100 femmine, quando il tasso biologicamente normale di è 105 maschi per 100 femmine.

Questo è dovuto non solo alla polifica del figlio unico ma anche alla tradizione culturale che fa preferire il maschio alla femmina per cui si ha che 1 bambina su 6 che nascono viene abortita, uccisa subito dopo la nascita o abbandonata. Inoltre, per far posto ad un possibile figlio maschio, le bambine non vengono registrate ufficialmente, perdendo così la copertura sanitaria e la possibilità di ricevere un’educazione. Spesso vengono abbandonate negli orfanotrofi o lungo le strade.

Si calcola che nella sola Cina manchino all’appello più di 40 milioni di donne.
Questa sproporzione inoltre comporta il traffico di donne e bambini dai paesi limitrofi, quali la Corea del Nord, il Vietnam o la Birmania, donne che vengono introdotte in Cina per essere avviate al mercato della prostituzione e per essere comprate e vendute come spose spesso bambine, e bambini che vengono venduti alle famiglie che cercano un figlio maschio.

Inoltre la mancanze di donne comporta un aumento dei crimini compiuti dai maschi non sposati.

Tutto questo unito alle discrminazioni che le femmine subiscono in campo educativo e lavorativo, fanno sì che la Cina sia l’unico paese al mondo dove le donne si suicidano più degli uomini. Il 56% dei suicidi femminili a livello mondiale si compie in Cina.
Il suicidio è la prima causa di morte tra le donne cinesi di età compresa tra i 15 e i 34 anni che vivono nelle zone rurali. 500 donne si suicidano ogni giorno, 1 ogni 3 secondi.

Categorie:Aborto, Cina, NonSoloRoma
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