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Israel Under Fire


Il resto del mondo ha sempre pressato Israele chiedendole di cedere ai palestinesi terra con la speranza di ottenere in cambio la tanto agoniata pace.

Questo concetto, che è stato messo in pratica nel 2005 con lo sgombero dalla Striscia di Gaza, si è rivelato completamente sbagliato. Sbagliato perché,  dall’altra parte, sembra non esserci nessuno che voglia veramente fare la pace con Israele.

Quando appresi la notizia dello sgombero rimasi profondamente preoccupata e turbata. Capii subito che  questo sgombero, che aveva tenuto Israele letteralmente col fiato sospeso, non avrebbe portato nessuna pace bensì solo morte e terrore al piccolo ma tenace stato ebraico. E purtroppo fui facile profeta.

Da quel momento in poi, il sud d’Israele, con il suo milione e più d’abitanti, vive sotto la costante minaccia data dai missili che, periodicamente, vengono lanciati dalla Striscia di Gaza controllata dal gruppo terroristico Hamas.

L’ultimo lancio è avvenuto Venerdì 09 Marzo 2012 in seguito all’uccisione di Zahir Kaisi, uno dei leaders del gruppo terroristico “Comitati di resistenza popolari”, che stava preparando un attentato su larga scala.

Lancio che ha visto sparati 200 tra razzi e missili. Lancio che ha ferito almeno 8 civili israeliani.

Lancio che poteva avere conseguenze ben peggiori se non fosse per il sistema aereo “Iron Dome” che ha intercettato almeno 41 razzi impedendone di colpire Israele.

Israele ha risposto colpendo i siti di lancio dei razzi, uccidendo almeno 15 terroristi.

Hamas, pur non avendo sparato è da ritenersi comunque responsabile perché non ha fatto nulla per fermare i lanci.

Adesso la cosidetta ‘comunità internazionale’ chiederà ad Israele di trattenersi nella risposta ma credo che Israele dovrebbe sonoramente fregarsene e fare quello che ritiene giusto fare per proteggere i suoi cittadini.

Quando capitano queste cose, provo ad immaginare cosa possa voler dire vivere nel modo in cui vivono i cittadini israeliani, sempre con l’ansia e nell’attesa del prossimo attacco e provo un profondo dolore.

Concludo esprimendo ad Israele la mia solidarietà e il mio pieno sostegno!

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