Home > Immacolata Concezione, Mons. Pierluigi Mascherin, Predica > Io sono l’Immacolata Concezione

Io sono l’Immacolata Concezione


Oggi la Chiesa Cattolica festeggia la Beata Vergine Maria con il titolo di “Immacolata Concezione, dogma proclamato da pap Pio IX nel 1854 con la costituzione apostolica “Ineffabilis Deus”.

Come regalo vi lascio il testo che il compianto monsignor Pierluigi Mascherin pronunciò l’8 Dicembreo 2006, nella Chiesa Cattedrale di Concordia Sagittaria (Ve), tratto dal libro “Luce ai nostri passi – Omelie“: “Nel nostro cammino verso il Natale oggi è come se dovessimo incontrare un giardino fiorito: è la Vergine Immacolata, il capolavoro di Dio, colei che viene chiamata in Occidente la senza macchia, la tutta santa, la riempita – come se fosse un vaso – della grazia e della benevolenza di Dio, fino a traboccare.

Sappiamo che questa solennità iniziò nel 1854, il papa Pio IX, dopo aver attentamente consultato i vescovi di tutto il mondo e cercato i documenti che nei secoli della Chiesa parlavano della Vergine preservata dal peccato originale, volle proclamare questo dogma di fede.

Noi oggi siamo invitati non solo a credere, ma prima di tutto a contemplare e a trarre beneficio da questo dono che nella Chiesa si celebra ogni 8 Dicembre.

Vediamo innanzitutto quello che tutti desideriamo: la nostalgia di bellezza; nel suo volto vediamo il desiderio che il male finisca. LaVergine, per scelta, per decisione di Dio, dell’Altissimo, è nata senza alcuna macchia di peccato.

La bruttua del peccato – ci è stata descritta nella pagine del libro della Genesi – nasce dall’orgoglio dell’uomo che vuole mettersi al posto di Dio, che non vuole accettare la condizione di creatura. E gli esiti del peccato sono nefasti: non solo si ha paura di Dio, ma ci si nascone al suo sguardo e poi si vive nella tensione, nella rabbia reciproca, nell’accusa vicendevole, si fa del male alal terra e alle persone. Il peccato genera violenza dentro di noi, soprattutto ci rende folli, fuori di noi stessi, con l’idea di essere più grandi di Dio e di metterci in competizione con lui.

Come poteva il Signore fermare questa marea nera che invadeva la storia? Nel corso dei secoli Egli ha trovato proprio nella Vergine di Nazareth, in questa ragazza, la porta aperta per bonificare il mondo, per tgliere la brutalità provocata dal peccato e dalal resistenza a Dio.

Nella Vergine ha voluto preparare il tabernacolo del suo Figlio: per questo l’ha resa immacolata, incapace di disobbedienza, incapace di resistere alla volontà di Dio, soprattutto incapace di fare del male.

Vorremo considerare quanto è triste la condizione di noi peccatori. Oggi si  va perdendo la convinzione che siamo peccatori; ci dispiace sbagliare, qualche volta ci vergogniamo nel fare brutta figura, ma poche volte consideriamo il peccato, la nostra sordità alla voce di Dio, la pretesa di fare senza di Lui: questo è il peccato originale che continua nei suoi effetti dannosi in noi.

Abbiamo bisogno tutti di essere purificati e, guardando la Vergine Maria, vorremmo considerare quanto la grazia ci rende belli, ci rende puri. In questa nostalgia di bellezza, noi invochiamo: “Signore, non lasciarci senza la tua grazia, altrimenti siamo perduti, altrimenti naufraghiamo – come tanti oggi, sotto la bruttura dle male che si presenta in modo particolare, per toglierci l’innocenza, la trasparenza dello sguardo, delle parole, del cuore, degli affetti, dei gesti”.

Provate a pensare quanta gente non rispetta l’altro, a volte neppure la moglie o il marito; nelle parole e con le parole schizziamo fango nei confronti delle persone.

Desideriamo la verità  invece ci nascondiamo dietro la nebbia di pregiudizi, di attacchi che non rispettano l’altro, che non gli danno il tempo per parlare, per confidarsi e noi già lo vorremmo inquadrare dentro il nostro giudizio negativo!

In quante forme il male fa male alal nostra vita personale e comunitaria! Fa male la brama di possedere, che non guarda in  faccia nessuno. Come allora purificcare il nostro sguardo? La Vergine Maria ci dà un insegnamento: se i tuoi occhi sapranno fermarsi davanti al crocifisso e all’Eucarestia, certamente saranno ripuliti da quel desiderio di squallore dentro il quale, troppe volte, li voi immergere.

Impara a contemplare il volto di Dio anche nei fratelli più bisognosi! Ho incontrato ieri sera una ragazza delal nostra comunità in fin di vita, consumata dal tumore: leggendo quei lineamenti, ascoltando quella flebile voce… lì Dio ti parla nella purezza, lì Dio ti mette nel cuore i sentimenti dell’autentico affetto e della misericordia. E come abbiamo bisogno di purificare le nostre parole, sostituendole con le parole del Signore, quelle che Lui stesso mette sulle nostre labbra: “Sia fatto in me secondo la tua Parola!” Fidati di Dio, non dei tuoi istinti! Non dare sfogo alle tue rabbie, ma fa’ in modo che la Parola del Signore esca dalle tue labbra purificandole.

A volte c’è bisogno di invocare lo Spirito che, come un carbone ardente, vega a toglierci quelle scorie di malizie che escono nei nostri discorsi.

C’è bisogno di purificarci nei gesti, nelle iniziative, liberandoci da quella che è chiamata concupiscenza, che vuol dire voracità insaziabile, persone che non hanno mai abbastanza. La vergine Imamcolata, nella sua povertà, quella del non “conoscere uomo”, in totale verginità davanti a Dio, dà il suo sì, il suo “eccomi”.

Allora, attraverso la strada della semplicità, del distacco dalle cose, raggiungereremo la povertà vera, la purezza che desideriamo. Scriveva un auotre: “Signore, perdonaci se abbiamo perduto l’innocenza dei bambini nel corso della vita, ma fa’ che possiamo riprenderla attraverso l’infanzia spirituale!”

La preghiera più bella oggi davanti a Maria dovrebbe essere questa, per ciascuno di noi: “Sono davanti a te come un bambino, guidami tu, accompagnami tu, no nvoglio sentirmi la persona sicura che ha raggiunto tutto, non voglio dare giudizi a nessuno”. L’infanzia spirituale ci porterà ad abbandonarci nel cuore di Dio, nell’oceano della sua grande misericordia.

In Maria Immacolata noi vediamo anche quella che è la Chiesa nuova, rifatta dallo Spirito Santo, senza macchia, senza ruga di peccato. Il vestito che porta lo macchiamo noi, per questo diciamo: “Signore, rendici un filo trasparente dentro questo abito della tua sposa che vive nel mondo, che da te può rinascere nella grazia del perdono!” “Tardi ti ho amato – diceva Sant’Agostino dopo una giovinezza turbolenta – tardi ti ho amato, o bellezza antica e sempre nuova!”.

Chi fa l’esperienza delal purezza, del dialogo trasparente con Dio, desidererà sempre più di vivere in grazia di Dio, nella grazia che ha riempito il cuore di Maria fin dal suo concepimento, perché in questa grazia di Dio noi siamo stati pensati e nella grazia di Dio vivremo per sempre con lui.

Vediamo di avere maggiore desiderio di essere nella grazia del Signore, nella sua benevolenza e la Vergine Santa ci ottenga il privilegio di vivere liberati dal peccato e purificati dal continuo amore del Signore”.

  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: