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Donna? No, grazie!


Chai Ling fondatrice dell'associazione "All Girls Allowed"

Oggi celebriamo un triste anniversario: il 31esimo anniversario della politica cinese del figlio unico, che doveva durare 30 anni ma che invece tutt’oggi sembra non avere fine.

Questa politica, messa in atto per controllare le nascite, oggliba ogni famiglia cinese a mettere al mondo un figlio solo, dopo aver ottenuto dal governo il permesso  necessario. È possibile per la famiglia ottenere ulteriori permessi ma essi vengono a costare moltissimo e quindi la cosa risulta pressoché impossibile da farsi.

Se la famiglia si trova a vivere una gravidanza non autorizzata, la Commissione per la pianificazione famigliare la obbliga a sbarazzarsi del bambino, e ottiene il consenso atraverso minaccie quali la perdita del lavoro per entrambi i genitori oppure attraverso aborti forzati. Se il bambino viene ugualmente fatto nascere, esso una volta cresciuto non sarà riconosciuto dal governo come cittadino e non potrà godere di nessun diritto.

Questa politica riguarda solo le donne sposate. Se la donna concepisce il bambino fuori dal matrimonio, ella ha già violato la legge anche se è il primo figlio. Questa politica è fatta rispettare da 300.000 ufficiali del Comitato per la pianificazione famigliare con l’aiuto di 92 milioni di suoi membri che ricevono dei premi moneatri affinché raggiungano un certo numero di aborti e sterilizzazioni, anche attraverso l’estorsione e la coercizione.

Questa politica ha prodotto delle orribili conseguenze:

  1. L’applicazione di questa politica ha portato al compimento di moltissimi abusi dei dirtti umani, in particolare delle donne cinesi e dei loro bambini ancora non nati a tal punto che possiamo dire che questa politica è un crimine contro l’umanità. In 31 anni sono morti tra i 300 e i 450 milioni di bambini ancora non nati.
  2. Ci sono 100 milioni di uomini in più rispetto alle donne. Questo perché nella cultura cinese un uomo ha più valore di una donna e i genitori, attraverso un ultrasuono che costa soltanto 12$, possono individuare il sesso del bambino e deciderla di abortirlo se è una bambina.
  3. Questa mancanza di donne comporta il fatto che moltissime donne vengono illegalmente  commerciate e indotte alla prostituzione e moltissime bambine, se riescono a nascere, vengono abbandonate o uccise.
  4. A causa di questa larga popolazione di maschi single, il numero di crimini in Cina è raddoppiato negli ultimi 20 anni.
  5. Questa mancanza di donne comporta il fatto che c’è una crescente popolazione cinese che sta invecchiando e che non ha nessuno che si cura di essa.
  6.  Questa politica ha aumentato di moltissimo il numero di suicidi tra le donne. Le statistiche mostrano che il numero di suicidi tra le donne cinesi è 5 volte superiore rispetto alla media mondiale. Questa politica è la prima causa di morte per le donen delle zone rurali tra i 18 e i 34 anni. Questo perché moltissime donne sono costretta ad abortire e/o a farsi sterilizzare. Inoltre, dopo la nascita del primo figlio, ad una donna può essere richiesto l’impianto di un sistema intrauterino per evitare successive gravidanze.
  7. Questa politica influenzare anche l’economia cinese in quanto la forza lavoro cinese ben presto diminuirà.

Questa, in breve, è una descrizione di questa politica che ripeto è davvero un crimine contro l’umanità, i cui responsabili andrebbero puniti  a livello internazionale.

Che dire? Si può dire che questo crimine non riguarda solo la Cina ma riguarda anche tutti noi perché le conseguenze che ben presto si faranno sentire per la Cina, potrebbero pesare su tutto il mondo. E poi ce ne dobbiamo interessare perché non possiamo girare la testa dall’altra parte mentre milioni di uomini e donne vedono violati i loro diritti, in primis il diritto alla vita, ogni giorno.

I loro problemi sono anche i nostri problemi.

Vi lascio con tre siti internet dove potete trovare ulteriori informazioni:

Categorie:Aborto, Cina, Donne
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